Da oggi, mercoledì 11 novembre, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria sono "zona arancione". L'entrata in vigore della nuova ordinanza volta a contenere i contagi da coronavirus, però, nella regione retta da Marco Marsilio è accompagnata da un "giallo" relativo a una serie di decessi (sembra 21) avvenuti a partire dal 18 ottobre scorso e comunicati dall'Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila solamente martedì 10 novembre.

L'ultimo bollettino dell’assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo

Il bollettino quotidiano sull'andamento della Covid-19 diffuso dall'Assessorato regionale alla Sanità abruzzese ha registrato, nella giornata di ieri, 746 nuovi casi di contagio a fronte di 4766 tamponi eseguiti e 163 nuovi guariti rispetto a lunedì 9 novembre.

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus, quindi, i casi di Covid-19 in Abruzzo si attestano a quota 15.888.

Il bilancio dei pazienti morti, invece, ha evidenziato 26 nuovi casi (tutti residenti in provincia dell’Aquila e con un'età compresa tra i 61 ed 94 anni). Nel dato, d'impressionante drammaticità, come ha sottolineato lo stesso assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, vi sono però compresi 21 decessi avvenuti nelle ultime 3 settimane (e più precisamente a partire dal 18 ottobre scorso), ma resi noti solamente ieri dall'Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Il ritardo della comunicazione

Buona parte dei nuovi decessi sarebbero riferibili alla Marsica (una delle zone più in sofferenza) e in particolar modo al focolaio sviluppatosi all'interno della Rsa del Don Orione di Avezzano (in provincia dell'Aquila).

Sebbene non ci sarebbero ancora conferme ufficiali, il ritardo della comunicazione dell'Asl alla Regione Abruzzo (e di conseguenza al ministero della Salute) sarebbe imputabile all'eccessiva mole di lavoro che gli uffici sono chiamati ad affrontare in seguito all'inattesa impennata di contagi. Secondo le fonti sanitarie, tuttavia, i dati sarebbero stati comunque comunicati a tempo debito all'Iss e, una situazione del genere, sarebbe già accaduta anche durante la prima fase dell'emergenza Covid-19.

Abruzzo zona arancione

Come già accennato, in seguito all'ordinanza firmata nelle scorse ore dal ministro della Salute Roberto Speranza, l'Abruzzo e altre 4 regioni, da oggi, sono considerate "zona arancione".

Come precisato nei giorni scorsi dal Governo, nelle cosiddette aree arancioni sono chiusi bar e ristoranti (tuttavia è possibile fare asporto o consegne a domicilio). Nei giorni festivi e prefestivi, invece, rimangono chiusi i centri commerciali. Per quanto riguarda gli spostamenti, è consentito circolare liberamente all’interno del proprio Comune dalle ore 5 alle 22. Dalle 22 alle 5, invece, come in tutto il resto d'Italia, i movimenti dovranno essere sempre giustificati da comprovate esigenze e necessità, anche mediante autocertificazione. L'autocertificazione sarà sempre necessaria qualora ci si dovesse spostare in un comune diverso da quello di residenza o domicilio.