Una bambina di dieci anni è in condizioni critiche e si trova ricoverata presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale "Di Cristina" di Palermo. È la conseguenza dell'essersi legata una cintura attorno al collo per partecipare al "Black Out Challenge", molto in voga su TikTok. Secondo le prime informazioni le sue condizioni sarebbero critiche.

Il cuore si era fermato, decisiva la rianimazione

La piccola è stata soccorsa dopo che il suo cuore aveva smesso di battere, le manovre dei sanitari che l'hanno soccorsa hanno permesso la riattivazione cardiaca e la possibilità di coltivare la speranza che tutto vada bene.

A generare l'arresto cardiocircolatorio è stato il tentativo di partecipare ad una sfida lanciata sui social. Le "challenge" che si sviluppano tra gli adolescenti e, come già successo in altri casi, prevedono pratiche assurde. Come potrebbe essere una prova di resistenza legata alla capacità di stringersi una cintura attorno al collo e offrire segni di cedimento il più tardi possibile.

Blackout challenge, le assurde regole

Attraverso il sequestro del cellulare della bambina si sta provando a ricostruire in maniera dettagliata l'accaduto. Accade che diventino virali dei video in cui alcuni utenti mostrano qualche tipo di abilità e allo stesso modo si sviluppi uno spirito di emulazione tra i giovanissimi. Quando, però, a diventare recettori di queste manifestazioni sono ragazzi o bambini può accadere che si consumino fatti che rischiano di diventare tragedia.

Allarme generale tra i giovanissimi in questo periodo

Quello dell'approccio con i social è un problema che, anche da prima delle restrizioni dovute al Covid, veniva affrontato da psicologi e psichiatri.

La criticità, testimoniata anche da fatti come questo di Palermo, negli ultimi tempi si accompagna anche ad altre, frutto della fase particolare che si sta vivendo.

Nei giorni scorsi Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha fatto sapere che, tra i giovanissimi, i tentativi di suicidio e autolesionismo sono aumentati del 30%. In un'intervista all'HuffPost ha messo in rilievo come dall'inizio della seconda ondata si sia tornati a fare i conti con fatti del genere.

Il medico ha così descritto la situazione delineatasi a partire dal mese di novembre: "Abbiamo avuto il reparto occupato al 100% dei posti disponibili, mentre negli altri anni, di media, eravamo al 70 per cento. Ho avuto per settimane tutti i posti letto occupati da tentativi di suicidio e non mi era mai successo. Al pronto soccorso si registra un ricovero al giorno per ‘attività autolesionistiche’”.

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