A Firenze due ragazzine di soli 13 anni hanno deciso di non entrare a scuola e di scappare in Svizzera. Il fatto è avvenuto lo scorso lunedì 18 gennaio. L'allarme è partito nel primo pomeriggio, alle ore 14:00, quando i genitori non hanno visto le loro figlie uscire dall'Istituto. Allertati i carabinieri, essi hanno dato il via alle indagini che hanno permesso di individuare le due "fuggiasche" in terra elvetica. Le giovani sono tornate nelle loro case sane e salve.

Le due ragazzine non sono entrate a scuola e hanno preso un treno

La fuga, probabilmente, era pianificata. Lunedì mattina, infatti, i genitori delle due giovani le hanno accompagnate presso il loro Istituto, dove sarebbero dovute entrare e seguire le ore di lezione previste.

Una volta che i genitori si sono allontanati, però, le due hanno deciso di recarsi verso la stazione ferroviaria, a Firenze. Da qui, le due hanno deciso di prendere un treno che le ha portate al nord, fino alla Lombardia. Ed è proprio dalla regione lombarda che, poi, sono sconfinate entrando per trenta chilometri in terra Svizzera. In particolare, le adolescenti hanno percorso la frontiera di Chiasso a Lugano, Canton Ticino (ovvero in quella che è nota per essere la Svizzera italiana). La motivazione della fuga, come spiegheranno le ragazze stesse al termine del viaggio, è da rintracciarsi nello stress causato dalla scuola, oltre che dallo scontento generale che, in questi mesi di pandemia, coinvolge molte persone in giro per il mondo.

I carabinieri di Firenze sono riusciti a ricostruire gli spostamenti grazie alle celle telefoniche

Le due giovani, per diverse ore della mattina, sono andate in giro per l'Italia settentrionale senza che i loro genitori fossero al corrente. Essi, infatti, hanno lanciato l'allarme solo alle 14:00, ovvero quando, giunti di fronte all'Istituto scolastico, non hanno visto uscire le loro figlie.

Chiedendo spiegazioni alla scuola, i genitori hanno appreso che esse erano assenti. A questo punto, sono stati allertati i carabinieri di Firenze, guidati dal comandante Antonino Piccione. Mediante la collaborazione con i gestori telefonici, hanno iniziato le ricerche delle giovani mediante il metodo della triangolazione delle celle telefoniche: maggiore è il numero delle celle connesse e migliore è il livello della localizzazione.

Da questa attività, i militari hanno notato che le due sono arrivate a Como passando per Bologna, Imola e Milano. A questo punto, dalla compagnia di Firenze vengono allertati i colleghi di Como, che hanno notato come i telefonini delle due adolescenti fossero collegati a una cella svizzera: le ragazze, infatti, erano su un treno per il Canton Ticino. La polizia dei trasporti svizzera, allertata, è riuscita a identificare le due. Per loro, fuga conclusa. Per i genitori, gli insegnanti e gli amici, invece, un sospiro di sollievo.

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