Un primario di 47enne è stato arrestato nella prima mattinata di oggi, lunedì 25 gennaio, con l'accusa di omicidio volontario. Secondo i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Brescia il medico avrebbe causato la morte di due pazienti affetti da Covid-19 somministrando loro, intenzionalmente, dei farmaci ad effetto anestetico e bloccante a livello neuromuscolare e provocando, nel loro organismo, una conseguente e letale depressione respiratoria.

Gli accertamenti sulle cartelle cliniche

Secondo quanto ricostruito dai Nas, gli episodi si sarebbero verificati nel pronto soccorso di un ospedale pubblico di Montichiari (in provincia di Brescia) nel marzo 2020, durante la fase più acuta dell'emergenza sanitaria scatenata dall'epidemia di Covid-19.

Due mesi più tardi, quando la situazione nelle strutture sanitarie si è stabilizzata, su disposizione dell'autorità giudiziaria si sono svolti, su molti pazienti deceduti a causa del Coronavirus, degli accertamenti tecnici di medicina legale.

In seguito a questa pratica sono state raccolte ed analizzate le relative cartelle cliniche e si è riscontrato, in alcuni casi, un inspiegabile e repentino aggravamento delle condizioni di salute. Così, i carabinieri del Nas di Brescia hanno avviato un'indagine e, per fare chiarezza, hanno raccolto ed analizzato tutte le indicazioni disponibili per stabilire se la morte di alcuni dei ricoverati fosse stata causata da pratiche mediche errate assunte in maniera consapevolmente dal personale sanitario.

Le indagini e l'arresto

Dopo lunghe e delicate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, si è provveduto a riesumare i corpi di tre pazienti deceduti per "cause sospette". Le salme sono state quindi sottoposte ad accertamenti di natura natura autoptica e tossicologica e si è così scoperto la presenza, all'interno di tessuti ed organi di due di loro, di un farmaco anestetico e miorilassante utilizzato, solitamente, nelle procedure di sedazione ed intubazione del paziente.

Tale medicinale, però, se somministrato al di fuori di specifici protocolli o con dosaggio sbagliato, può determinare la morte del soggetto.

Controllando le cartelle cliniche dei deceduti, gli inquirenti, hanno inoltre scoperto che non era stata indicata l'avvenuta somministrazione di farmaci ad effetto anestetico e bloccante a livello neuromuscolare (come precisata, invece, nelle schede dei pazienti intubati); per questo motivo, si è prefigurato, a carico del medico indagato, anche il reato di falso in atto pubblico.

Il Gip del Tribunale di Brescia, accogliendo la richiesta avanzata dalla locale Procura, ha deciso quindi - anche per scongiurare il rischio di reiterazione dei reati e d'inquinamento probatorio - di disporre gli arresti domiciliari per il primario 47enne. L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita proprio dai carabinieri del Nas.

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