Qualora dovesse emergere una variante del coronavirus in grado di resistere al vaccino c'è il rischio che ci sia necessità di provvedimenti duri in fatto di restrizioni. È quanto si evince dalle parole espresse da Andrea Crisanti, ai microfoni della trasmissione di La 7 Coffee Break. Il virologo dell'Università di Padova ha, inoltre, segnalato la necessità che si monitori la situazione affinché si arrivi ad accertare quali tipi di virus stiano circolando in Italia.

Coronavirus, Crisanti spiega la situazione legata alle varianti

Al virologo è stato chiesto di fare il punto della situazione relativa alla questione varianti.

Nell'occasione ha spiegato quello che potrebbe essere impatto di quella già presente in Europa e in che modo, ove questa si diffondesse in maniera considerevole cambierebbe gli scenari. "La variante inglese - ha spiegato - è sicuramente molto più contagiosa, perché ha un indice di riproduzione intorno a 3,4. Decisamente di più della variante che si sta trasmettendo in Europa. Questo ha implicazioni, non tanto sulla capacità della variante di sfuggire al vaccino, quanto sull'immunità di gregge".

In sostanza per arrivare ad una soglia di sicurezza per la salute pubblica bisogna vaccinare una percentuale più alta di persone. "Per la variante inglese - ha puntualizzato - siamo tra il 78 e l'80%. Pone dei problemi logistici".

Covid, Crisanti delinea il problema relativo alle varianti resistenti

"Altro aspetto - ha proseguito - sono invece le varianti che possono emergere e che non vengono riconosciuti dagli anticorpi indotti dal vaccino".

La ricetta di Crisanti per evitare guai è abbastanza chiara. "Bisogna - ha evidenziato - vigilare, perché in genere non si vaccina con questi livelli di trasmissione.

Esiste la possibilità teorica di selezionare varianti resistenti al vaccino. Questa è una possibilità che dovrebbe essere comunque in qualche modo mitigata campionando costantemente tutte le varianti che emergono sul territorio nazionale. Perché se ne emerge una resistente al vaccino chiaramente bisogna prendere misure drastiche per impedire la diffusione".

Coronavirus, Crisanti chiede il sequenziamento dei campioni

Crisanti chiamato a rispondere se si tratti di pratiche già in svolgimento in Italia ha ammesso: "Non viene fatto per niente. In questo momento viene fatta occasionalmente qualche sequenziamento di campioni, ma ci vorrebbe un piano nazionale di sequenziamento delle varianti. Se emerge una variante particolare bisogna che questa venta immediatamente analizzata con sieri di persone vaccinate per vedere se questi sono in grado di bloccarla".

All'estero qualche stato è già attivo in questo senso. "Israele - ha puntualizzato il virologo - lo sta facendo e l'Inghilterra lo sta facendo".

Coronavirus, il lockdown non è incubo definitivamente scongiurato

"Se emerge una variante resistente - ha dichiarato Crisanti - al vaccino l'unica cosa che c'è da fare è tutti quanti a casa".

Da diversi giorni ormai si registrano dichiarazioni di Walter Ricciardi che sottolinea come potrebbe essere questo il momento in cui c'è necessità di un lockdown o di restrizioni più forti di quelle in atto in Italia, dove si registra la scelta delle divisione del Paese a colori. "Queste zone - ha evidenziato Crisanti - non bloccano il contagio. La proposta di Ricciardi dovrebbe essere modulata in questo modo: se emergono varianti resistenti al vaccino, tutti a casa finché non si blocca trasmissione".

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