La prossima settimana Pfizer farà registrare il 20% di consegne di dosi del vaccino in meno. La notizia arriva direttamente dal commissario straordinario all'emergenza Coronavirus in alcune dichiarazioni riportate da varie agenzie di stampa. Questo ha fatto e farà registrare una diminuzione della somministrazione delle dosi in Italia e, di conseguenza, potrebbe ritardare il processo di immunizzazione della popolazione

Questo è il dato di fatto attorno al quale si stanno annidando diverse polemiche. Nel corso di Piazza Pulita è diventata oggetto di discussione, invece, la possibilità che un intero paese possa diventare "ostaggio", termine utilizzato dal conduttore Corrado Formigli, di una grande azienda.

Sulla questione è stato sollecitato ad intervenire Gino Strada. Il fondatore di Emergency ha sollevato il dubbio rispetto alla possibilità che forse sarebbe giusto rendere pubblici i dati e fare in modo che quanti più centri possano arrivare a diventare luoghi in cui viene prodotto il vaccino. Quasi come se l'interesse mondiale dovesse in qualche modo superare le logiche di mercato e dell'esclusività

Gino Strada ha posto un quesito

Gino Strada, in relazione alla questione ritardi, ha posto un quesito. "Qui - ha evidenziato - sorge un problema politico internazionale enorme. Chi deve essere a decidere: i governi oppure i consigli d'amministrazioni di queste multinazionali?". "Nessuno - ha detto - è al sicuro finché non sono tutti al sicuro".

"Si aumentino - ha incalzato Gino Strada in relazione ai vaccini - nel mondo i centri di produzione.

Bisogna che le varie ditte, Pfizer e non solo, mettano apertamente disponibili a tutti gli altri interlocutori scientifici i dati, la tecnologia, il know how, come farli perché ci siano velocemente centinaia di nuovi centri di produzione". "Solo così - ha evidenziato - potremo garantire una copertura significativa della popolazione mondiale".

Vaccino Covid, la questione paesi in via di sviluppo diventerà attuale

Ad oggi poi c'è un altro punto da prendere in considerazione. Si stima che 40 milioni di vaccini siano stati iniettati nei paesi ricchi e solo 25 nei paesi in via di sviluppo.

"In sostanza - ha chiosato Gino Strada - devono rinunciare al profitto. Bisogna che i vaccini siano accessibili in modo da poterli comprare da parte dei differenti stati a un prezzo che è il prezzo di costo".

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