Laura Perselli, la 68enne mamma di Benno Neumair, sarebbe morta strangolata. Secondo le prime indiscrezioni, l'avrebbe stabilito l'autopsia eseguita sabato 13 febbraio dal medico legale Dario Ragniero alla presenza del tecnico della difesa, l’anatompatologo Eduard Egarter Vigl.
La vicenda, ormai tristemente nota, iniziata lo scorso 4 gennaio con la scomparsa di Laura Perselli e del suo compagno Peter Neumair, non è affatto conclusa. Si continua a cercare nell'Adige il corpo del 63enne. Quello di Laura, è stato ripescato dopo un mese. In custodia cautelare in carcere dal 29 gennaio con l'accusa di duplice omicidio aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere, il figlio Benno, insegnante supplente e bodybuilder, non mostra cedimenti: continua a proclamarsi innocente.
Benno, segni di strangolamento sul collo della mamma
I sospetti degli inquirenti sono stati confermati dall'esame autoptico: Laura Perselli è stata strangolata, probabilmente con una corda da arrampicata come quella sequestrata nella casa di via Castel Roncolo 22. Meno probabile la seconda ipotesi, e cioè che possa essere stata strozzata con una collana. Al momento del ritrovamento una settimana fa nell’Adige, in una piccola ansa poco distante dall’abitato di Laghetti, nel comune di Egna, il corpo presentava evidenti lividi sul collo. In quell'ansa, l'altra figlia dei Neumair, la 26enne medico Madè, accompagnata dagli zii Carla Perselli e Gunther Neumair, ha deposto un mazzo di fiori e acceso un cero.
Al risultato dell'autopsia, ritenuto di grande rilievo, si andranno ad aggiungere altri accertamenti e i tanti indizi che dovranno aiutare gli inquirenti a ricostruire esattamente cosa sia accaduto il 4 gennaio nell'abitazione dei Neumair a Bolzano. Secondo la Procura, Benno ha ucciso i genitori in due momenti diversi. Prima il padre Peter dopo un litigio, poi la madre al rientro a casa perché testimone scomoda. Sarebbero stati caricati da Benno sulla Volvo di famiglia e gettati nell'Adige dal ponte di Vadena. Le tracce di sangue trovate lì, sono di Peter: lo hanno accertato gli analisti del Ris di Parma.
Da subito, era stata esclusa una possibile disgrazia, a dispetto delle ipotesi fatte da Benno: che i genitori fossero rimasti sotto una frana, che però c'era stata a Bolzano il 6 gennaio, o che potessero aver avuto un incidente andando a pattinare sul ghiaccio la sera della scomparsa.
La coppia di ex insegnanti in pensione era prudente e abitudinaria. Non aveva problemi di salute, né economici: destava in loro, invece, molta preoccupazione l'instabilità psichica di quel figlio. Il padre, la scorsa estate, era dovuto andare a riprenderlo in Germania. Benno era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio dopo una crisi psicotica. Aveva puntato un coltello contro di sé e contro la fidanzata del momento.
Benno, finora senza esito le ricerche di Peter
Anche oggi, domenica 14 febbraio, le ricerche del corpo di Peter Neumair sono state senza esito. La segnalazione dell'avvistamento di una sagoma nell'Adige da parte di un passante, non ha avuto riscontri. La maxi operazione di ricerca via aria, via terra e in acqua, ha coinvolto più di 200 vigili del fuoco che con elicotteri e droni hanno perlustrato l'Adige senza trovare nulla.
Sono stati usati persino cani molecolari specializzati in ricerche di cadaveri in acqua, fatti arrivare direttamente dalla Germania.
La sagoma che martedì scorso era stata avvistata con ecoscandaglio a due metri di profondità e che era sembrata compatibile con un corpo umano, si è rivelata essere un masso. Il livello dell'acqua è stato ulteriormente abbassato dalle società che gestiscono le dighe per agevolare le ricerche. Sono stati interrotti i lavori in corso sul greto del fiume per ridurre la presenza di terra e sabbia in acqua, e migliorare la visibilità compromessa a causa delle abbondanti piogge. La prossima settimana, si deciderà se continuare le ricerche: del corpo di Peter pare non esserci alcuna traccia, ma sono stati trovati i suoi scarponcini da trekking grigi.
Benno, la Procura detta criteri d'urgenza
La Procura ha dettato criteri d'urgenza per fare chiarezza al più presto sulle tracce organiche rilevate in via Castel Roncolo, sulla Volvo e sul sangue di ponte di Vadena. Il gip, Carla Scheidle, ha accolto la richiesta dei pm di accelerare i tempi di consegna degli esami genetici di laboratorio sui vari reperti recuperati dai carabinieri del Ris. I primi risultati saranno illustrati al gip dal perito Emiliano Giardina dopo Pasqua, l'8 aprile, gli altri saranno disponibili entro il 29 aprile. Entro il 20 maggio, saranno consegnate tutte le altre valutazioni scientifiche del professor Giardina. Il perito informatico incaricato di analizzare pc e memorie elettroniche del telefonino di Benno, consegnerà il proprio dossier il 30 marzo.