Sono indagati per lesioni gravi e per maltrattamenti sui loro due gemellini, compiuti quando i figlioletti avevano solo quattro mesi, i genitori – poco più che ventenni – della provincia di Verona, per i quali nelle scorse ore il gip ha disposto la misura del divieto di avvicinamento ai piccoli. Come rivela il Corriere della Sera, l’interrogatorio di garanzia dei due giovani si è tenuto venerdì 19 marzo, ma i ragazzi hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere al giudice per le indagini preliminari. La coppia è accusata di aver maltrattato e percosso ripetutamente i gemellini, arrivando a provocare diverse fratture; inoltre gli inquirenti hanno riscontrato tracce di cocaina su entrambi i bimbi.
I gemellini presentavano diverse fratture, provocate in momenti diversi
La vicenda ha avuto inizio alcuni mesi fa, quando – il primo settembre 2020 – i genitori hanno accompagnato uno dei piccoli di quattro mesi al pronto soccorso di San Bonifacio, con una frattura al femore: il bambino quindi è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Borgo Trento di Verona, per ricevere le adeguate cure. Quella volta i giovani hanno raccontato ai medici di aver messo il figlio a dormire in posizione supina, suggerendo che si fosse fatto male da solo, con un movimento involontario durante il sonno, e negando un qualsiasi altro evento traumatico. Tuttavia questa spiegazione non ha convinto il personale sanitario, che ha deciso di compiere diversi esami sul paziente di pochi mesi: le analisi hanno evidenziato l’esistenza di fratture multiple ed estese, risalenti a periodi diversi.
Inoltre anche il secondo dei gemellini, che apparentemente non sembrava avere problemi di salute, presentava diverse fratture, ancora una volta provocate in momenti differenti.
Il risultato degli esami tossicologici sui gemellini
I due figlioletti della coppia sono stati sottoposti anche a una serie di esami tossicologici: le analisi hanno riscontrato tracce di cocaina su entrambi i gemellini. Quindi sono partite le indagini nei confronti dei genitori, accusati di maltrattamenti sui piccoli, che adesso hanno dieci mesi, essendo nati lo scorso maggio. I giovani avrebbero frequentemente percosso i neonati, arrivando a provocare le numerose fratture; inoltre avrebbero fatto inalare volontariamente o lasciato che inalassero le sostanze stupefacenti.
Tali comportamenti sarebbero durati per tutto il periodo che va dalla nascita dei bambini al primo settembre 2020, quando i ragazzi hanno portato al pronto soccorso il piccolo con il femore fratturato.
Inizialmente i medici avevano pensato che i gemellini soffrissero di fragilità ossea congenita
I genitori sono accusati anche di lesioni gravi, proprio per le numerose fratture diagnosticate al figlio in ospedale. Oltre a quella al femore, il piccolo presentava gravi traumi “al secondo medio dell’omero sinistro, al terzo medio della clavicola, alla diafisi distale tibiale di sinistra e l’infrazione della sesta costola sinistra”, con una prognosi complessiva di 50 giorni per la guarigione. Di fronte a un quadro clinico simile, i medici avevano ipotizzato anche di trovarsi di fronte a una possibile fragilità ossea congenita: quindi i gemellini avrebbero potuto essere stati colpiti da una malattia genetica che ne avrebbe indebolito lo scheletro e le articolazioni.
Questa circostanza avrebbe scagionato i genitori dei piccoli; tuttavia, in seguito a ulteriori accertamenti e a una consulenza medico legale, è stata esclusa la presenza di altre patologie. Invece si è dimostrato come le fratture fossero il risultato di violenze da parte di terzi, ripetute più volte nel tempo. Quindi gli inquirenti sono arrivati a contestare ai genitori una serie di “condotte lesive abituali” nei confronti dei gemellini, mentre i due ragazzi non hanno mai voluto dare ulteriori spiegazioni sul loro comportamento.