Ieri, 17 aprile, verso mezzogiorno nelle acque del fiume Po è stato avvistato un corpo decapitato in località Caselle Landi, tra le province di Como e Cremona. Si tratterebbe del corpo di un ragazzo, e si teme che possa essere di Stefano Barilli, il 23enne di Piacenza scomparso dall'abitazione in cui viveva con la mamma lo scorso 8 febbraio. Il suo caso si è intrecciato con quello di un altro coetaneo, Alessandro Venturelli, 21enne di Sassuolo, anche lui sparito di casa, ma molto prima, a dicembre scorso.

Corpo nel Po, il procuratore: 'Nessun giallo sulla decapitazione'

A dare l'allarme ieri è stato un pescatore. L'uomo ha avvistato un corpo in avanzato stato di decomposizione, impigliato a dei rami a circa dieci metri dalla riva, nel tratto del Po a Caselle Landi, a circa due chilometri dall'argine maestro, località Punte. Sul posto, oltre ai carabinieri, coordinati dal procuratore di Lodi, Sara Zinone, c'erano anche il medico legale e i vigili del fuoco di Lodi e Cremona per le operazioni recupero. Il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, ha precisato che non ci sarebbe alcun giallo nel fatto che il corpo ripescato dal Po sia senza la testa: i pesci avrebbero attaccato la parte più esposta. L'ipotesi che possa trattarsi di Stefano Barilli sarebbe alimentata dal fatto che gli inquirenti avrebbero trovato nelle tasche dei pantaloni documenti custoditi in una bustina di plastica impermeabile all'acqua.

Inoltre, negli indumenti sarebbe stato trovato anche un messaggio scritto in stampatello e firmato in cui si annuncerebbe la volontà di farla finita. L'ipotesi del gesto volontario troverebbe un riscontro: il ragazzo potrebbe essersi tolto la vita proprio nel giorno della scomparsa.

L'abbigliamento, tutto nero, dal giubbotto, ai pantaloni alle calze, fino le scarpe, sarebbe compatibile con quello di Stefano e la permanenza del corpo in acqua potrebbe coincidere con la data di sparizione del ragazzo.

La procura di Lodi ha disposto con l'autopsia, prevista per lunedì, anche l'esame del Dna che sarà comparato con quello dei familiari di Stefano Barilli per dare un'identità ufficiale a quel corpo. Gli inquirenti avevano già fatto ricerche nel Po in seguito alla scomparsa del giovane piacentino, ma senza esito.

La mamma di Stefano, 'Identità ancora incerta'

Natascia Sbriscia, la madre di Stefano, ha riferito di aver appreso la notizia dai siti d’informazione, "ma non ho ancora certezza che sia Stefano". La notizia è stata data anche dalla pagina ufficiale di Chi l'ha visto?, trasmissione che si è occupata del caso della scomparsa di Stefano, come di quella di Alessandro Venturelli. La mamma di Stefano sta vivendo ore di angoscia, ma non smette di sperare: “Ho saputo del ritrovamento di un corpo senza testa. Non è ancora possibile dire con certezza chi sia”, ha ribadito. "Mio figlio è scomparso da casa da più di due mesi e si è subito pensato a lui. Tuttavia io non ho nessuna certezza, ufficialmente non vi è ancora niente di sicuro".

La mamma di Stefano e quella di Alessandro, che non si erano mai conosciute prima della scomparsa dei loro figli, nelle settimane scorse si sono date forza, unite dallo stesso intento: trovare Stefano e Alessandro. Erano state indotte a credere che potessero essere andati via insieme e a ipotizzare che entrambi fossero finiti in una psicosetta. Lo lasciava pensare una foto scattata alla stazione centrale di Milano in cui era sembrato di riconoscere i due ragazzi, entrambi vestiti con ampi cappotti neri e mascherine anti-Covid. Purtroppo si era trattato di un errore: proprio a Chi l'ha visto? aveva telefonato uno dei ragazzi fotografati spiegando di essere lui, insieme a un amico, il ragazzo ritratto nella foto.

Dopo la segnalazione di quella foto lo scorso 18 febbraio, la Procura di Modena, a marzo, aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona a carico di ignoti, in merito al caso di Venturelli. Per il resto, gli investigatori di Modena e Piacenza sono sempre stati molto cauti escludendo legami tra le due vicende. Ragione per cui, le indagini sono rimaste separate, ipotizzando nel caso di Stefano un allontanamento volontario.

Continuano le ricerche dell'altro scomparso

Roberta Carassai, mamma di Alessandro Venturelli, non smette di cercare il figlio. Alessandro potrebbe essere stato plagiato. Sia lei che gli amici, lo hanno descritto come un ragazzo fragile e facilmente influenzabile. Nel suo caso, vengono seguite diverse piste: quella cosiddetta svizzera a cui condurrebbero le mail di una sedicente ’fondazione’ che predica la fine del mondo, ma anche quella olandese, Paese dove Alessandro in passato aveva detto di voler andare.

Secondo la trasmissione Quarto Grado, ci sarebbe stata un presunto avvistamento del ragazzo ad Avezzano e un'altra a L'Aquila.