Veronica Panarello, mamma del piccolo Lorys Stival, è stata condannata a trent'anni di carcere per l'omicidio del figlioletto avvenuto il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina (Ragusa). La donna è tornata a parlare in tribunale lo scorso 6 aprile affermando che sia giusto che paghi anche colui che il giorno dell'omicidio di si trovava con lei. La donna ha dichiarato di essere convalescente, in quanto appena uscita dal Covid-19. La madre di Lorys è tornata dinanzi al giudice per rispondere dell'accusa di calunnia nei confronti del suocero Andrea Stival, accusato (in maniera mendace) da Panarello in passato come reale omicida del bambino.

La donna, oltre ad accusare nuovamente Andra, ha incolpato gli inquirenti di non avere dato il giusto perso diverse prove fornite dalla stessa Veronica e che incastrerebbero Andrea. Panarello avrebbe indicato, al suo tempo, due non meglio specificati soggetti, che avrebbero visto e salutato Andrea Stival in auto dopo che il corpicino di Lorys era stato abbandonato presso il Mulino vecchio.

Lorys Stival: le accuse di Veronica agli inquirenti

Oltre ad Andrea Stival, in tribunale Veronica Panarello ha avuto da dirne anche sugli inquirenti, accusandoli di avere sottovalutato alcune dichiarazioni da parte sua. Veronica avrebbe infatti citato due personaggi che avrebbero visto Andrea Stival in auto dopo che il cadavere del piccolo Loris venne lasciato presso il Mulino vecchio dove fu in seguito rinvenuto.

Veronica avrebbe informato la polizia di ciò ma per gli inquirenti tale informazione sarebbe stata irrilevante. Dinanzi alle contestazioni da parte degli avvocati a causa dei continui cambiamenti di versione, Veronica Panarello ha dichiarato che in un primo momento sarebbe stata dimentica di quanto avvenuto.

Veronica Panarello, sempre a suo dire, avrebbe collocato spazi risalenti al giorno della morte di Lorys con ricordi precedenti.

L'imputata ha inoltre affermato di non mentire quando diceva di avere accompagnato il figlioletto a scuola, in quanto "quello era il mio ricordo". Veronica ha proseguito dicendo che quando ottenne la possibilità di far visita alla tomba di Lorys, nel tragitto per andare al cimitero sarebbe emerso in lei un nuovo ricordo e col tempo altri ricordi si sarebbero sbloccati fino ad avere una reminiscenza totale degli avvenimenti.

Veronica ha dichiarato davanti al giudice che non sarebbe stato facile raccontare tutto neanche in quel momento.

Avrebbe avuto paura di ritorsioni

Veronica Panarello ha proseguito affermando di avere avuto paura di ritorsioni nei confronti dell'altro suo figlio, in quanto lei era detenuta, mentre suo suocero Andrea Stival era fuori. La madre del piccolo Lorys ha detto di assumersi tutte le responsabilità del caso. Panarello ha ammesso di aver detto il falso quando parlò della morte del bambino come un incidente, rendendosi infine conto che non era giusto, specificando: "E' giusto che pago, e sono in carcere. Però è anche giusto che paghi chi quella mattina era con me". Veronica, si riferiva ovviamente al suocero che, sempre a suo dire, il giorno del delitto sarebbe stato con lei in appartamento.

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