Era sparito dalla circolazione da qualche giorno, inspiegabilmente. Poi nel pomeriggio del 2 aprile, intorno alle 17, la tragica scoperta nelle campagne lungo la strada tra Porto Torres e Sassari. Il corpo senza vita di Mario Sedda, 40enne senza fissa dimora e molto conosciuto da tutti, è stato trovato in via Sassari all’altezza del civico 173, nascosto tra le sterpaglie, proprio davanti ad alcune villette. Ad accorgersene per primo è stato un uomo che stava passeggiando con il suo cane: “Ho visto uno zaino abbandonato – avrebbe detto il testimone agli inquirenti – mi sono avvicinato e non troppo lontano ho visto una gamba che spuntava dalle frasche.

A quel punto – conclude – ho preso il telefono cellulare e ho chiamato il 112, il centralino dei carabinieri”. L’intervento dei militari della compagnia di Porto Torres è stato immediato. I militari hanno infatti raggiunto via Sassari e nulla hanno potuto fare se non constatare la morte di Mario Sedda. I carabinieri hanno subito delimitato la zona e hanno aspettato l’intervento del medico legale. Il professionista, dopo aver dato una prima occhiata al corpo senza vita dell’uomo, ha riferito che Sedda sarebbe morto da qualche giorno e quasi sicuramente per morte naturale. Sul corpo infatti non ci sarebbero segni di violenza.

Morto per cause naturali?

Dopo i primi controlli, il corpo senza vita di Mario Sedda è stato trasferito all’istituto di Patologia forense dell’ospedale di Sassari dove in questi giorni sarà effettuata l’autopsia, richiesta dal magistrato di turno che si occuperà del caso.

Soltanto l’autopsia infatti potrà dare certezze sulla morte dell’uomo conosciuto anche per le sue tante disavventure. Chi tutti i giorni infatti percorreva la statale 131 che collega Porto Torres a Sassari con ogni probabilità almeno una volta avrà potuto notare il 40enne. L’uomo infatti, zaino sulle spalle, spesso e volentieri percorreva la strada molto trafficata che collega le due cittadine.

Le auto che sfrecciano velocissime lungo la statale gli passavano accanto, considerando proprio il fatto che camminava spesso barcollante lungo il ciglio della strada. Proprio per questo motivo, almeno inizialmente, gli investigatori dei carabinieri hanno pensato che l’uomo fosse stato investito da un pirata della strada. Ipotesi però subito esclusa, considerando che il corpo senza vita dell’uomo non presentava segni di alcuna violenza.

Insomma nessuna escoriazione e nemmeno sangue. Solo l’autopsia potrà comunque togliere ogni dubbio.

Una vita al limite della società

All’interno dello zainetto recuperato vicino al corpo senza vita di Mario Sedda, i carabinieri hanno trovato diverse lattine di birra e anche una bottiglia di vino. Chi lo conosceva infatti ha raccontato agli inquirenti che il 40enne avesse problemi seri con l’alcol. Una persona che da tempo, purtroppo, viveva in totale solitudine. Mario era una persona buona e intelligente che però non aveva avuto troppa fortuna nella vita. Al punto che da tempo viveva ai margini della società. Lo si poteva infatti incontrare spesso e volentieri in giro per Sassari e Porto Torres.

Mario Sedda camminava tantissimo, sempre con il suo zainetto in spalla carico di bottiglie, compagne inseparabili della sua solitudine. Molte volte il 40enne appariva nel nulla, anche in piena notte, lungo la superstrada che poi porta a “Li Lioni”, dove probabilmente l’uomo aveva dimora. Ed è proprio lungo questa strada, percorsa migliaia di volte, che Mario ha trovato la morte.

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