Quando la piccola Denise Pipitone scomparve da Mazara del Vallo (Trapani), nel settembre 2004, ci sarebbe stato uno "strano giro di schede sim" in uso alla cerchia familiare ed amicale di Anna Corona. A rivelarlo ai microfoni di Mattino Cinque - il talk show di Federica Panicucci e Francesco Vecchi - è stato nelle scorse ore l'ex maresciallo dei carabinieri di Marsala Francesco Lombardo. Intanto, come annunciato da Barbara D'Urso durante Pomeriggio Cinque, ieri, mercoledì 20 maggio, sarebbe stato prelevato un campione di Dna a Denisa, la ragazza di origine Rom residente a Scalea (Cosenza) che - a detta di alcuni - sarebbe proprio Denise Pipitone.
Le rivelazioni dell'ex maresciallo che indagò sulla scomparsa di Denise Pipitone
L'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Lombardo, quando la piccola Denise Pipitone scomparve all'età di quattro anni, era in servizio alla Polizia giudiziaria di Marsala e fu chiamato ad indagare sul caso di cronaca nera. Nella mattinata di ieri, in collegamento video con lo studio di Federica Panicucci, l'ex militare ha rivelato nuovi dettagli, finora inediti, ed ha parlato delle schede sim in uso ad Anna Corona (ex moglie di Pietro Pulizzi, padre naturale di Denise), alla figlia Jessica ed a altre persone a loro vicine.
Lombardo, nel suo intervento, ha fatto riferimento alle celle telefoniche che all'epoca della scomparsa della bimba si sarebbero agganciate proprio nei pressi del magazzino dove si sospettava fosse tenuta prigioniera Denise.
Quindi, ha precisato: "Il cellulare era spento, tuttavia sull'utenza è arrivato comunque un messaggio. Nel frattempo, però, la scheda sim era stata tolta". Stando a quanto precisato dall'ex investigatore, il sistema, per questo motivo, non riusciva a consegnare l'sms, che di conseguenza continuava a ricercare una rete . "Per questo motivo - ha concluso - nel corso della notte le celle si sono agganciate".
ll caso di Denise Pipitone potrebbe essere ad una svolta
Ad un certo punto, è stato chiesto all'ex maresciallo se, a suo dire, vi fosse la possibilità che Anna Corona avesse consegnato il telefono cellulare che aveva in uso a qualcun altro o ,eventualmente, se questa persona si sia spostata.
Lombardo, in proposito, ha chiarito: "Qualcuno, forse la stessa Anna Corona, ha messo in un altro cellulare la sua scheda sim". Poi, Lombardo si è pronunciato sulla possibile svolta positiva nelle indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone. "Ce lo auguriamo", ha dichiarato ottimista.
Sulla vicenda è intervenuto anche l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. "Se sono stati commessi degli errori, anche in via disciplinare - ha evidenziato - credo che si dovranno pagare". Il penalista, che più volte, nelle scorse settimane, è stato ospite in tv, ha poi sottolineato che uno dei telefoni cellulari in uso ad Anna Corona, così come i dispositivi di altri membri della sua famiglia, oltre che di una sua amica, non risultavano rintracciabili.
Sembra però che, in quanto intestati a terzi, non potessero essere messi sotto controllo.
Lo scorso 3 maggio, la procura di Marsala ha riaperto le indagini sul caso di scomparsa e, per non lasciare nulla d'intentato, ha disposto il test del Dna su Denisa, la ragazza di origine Rom che somiglierebbe alla scomparsa. Il prelievo è stato già effettuato e, nei prossimi giorni, arriverà il tanto atteso esito. La giovane, pur dimostrandosi collaborativa, ha escluso di poter essere la bimba sparita da Mazara Del Vallo il primo settembre 2004. Denisa, che sostiene di essere nata in Romania il 4 maggio 2002 ha dichiarato di essersi trasferita nel nostro Paese all'età di sette anni.