Viviana e Gioele aspettano da quasi un anno una degna sepoltura. Mamma e figlio erano scomparsi il 3 agosto del 2020. Quella mattina si erano allontanati da Venetico, nel messinese, paese in cui vivevano con Daniele Mondello, marito di Viviana e padre di Gioele, per comprare al bambino un paio di scarpe. Furono ritrovati senza vita. A tragedia si aggiunge tragedia: non solo il mistero della loro morte non è ancora risolto, ma i loro corpi sono ancora all'obitorio.

Viviana e Gioele, 'Ritardi inspiegabili e inammissibili'

"Ritardi inspiegabili e inammissibili": a denunciarli sono i legali della famiglia di Viviana.

Prima quelli nelle ricerche "Che hanno avuto probabilmente un ruolo determinante nel tragico epilogo che tutti conosciamo": Viviana Parisi fu ritrovata ai piedi di un traliccio dell'alta tensione cinque giorni dopo la scomparsa, nelle campagne di Caronia, popolate da animali allo stato brado. Dopo ben 17 giorni di ricerche, il corpo di Gioele, che aveva quattro anni, fu rinvenuto nella fitta vegetazione, a un chilometro di distanza da quello della madre, da un volontario ed ex carabiniere.

A seguire, ritardi nelle indagini: la Procura di Patti aveva nominato un team di consulenti, composto da medici, ingegneri, antropologi e psicologi che, vista la complessità del caso, avrebbe dovuto chiarire come sono morti Viviana e Gioele.

"Era stato chiesto un termine di 90 giorni per una consulenza e ne sono passati 330", accusa l'avvocato Antonio Cozza, manifestando totale indignazione perché, trascorsi 11 mesi, non è ancora stata depositata la consulenza sulle cause della morte e quindi non si possono celebrare i funerali di Viviana e Gioele.

Daniele Mondello: 'Chiedo verità e giustizia'

In tutto questo tempo, un'eternità, Daniele Mondello non ha mai smesso di lottare per i propri cari. Mondello che condivideva con la moglie Viviana il lavoro di dj, ha sempre respinto con forza l'ipotesi della Procura secondo la quale la tragica vicenda potrebbe essere rubricata come un omicidio-suicidio.

Dalla sua pagina Faebook è tornato a chiedere verità e giustizia per Viviana e Gioele. Mondello ha riferito che la famiglia non ha pace: dopo 11 mesi di attesa, finora vana, sta ancora aspettando che la Procura si pronunci. Spera soltanto che la lunga attesa possa essere ripagata dallo svelamento finale di ciò che è veramente accaduto.

Protesta anche Pietro Venuti, uno dei legali di Mondello. L'avvocato riferisce che tre mesi fa sono state depositate in Procura decine osservazioni e di istanze per evidenziare problemi e chiedere risposte ad alcuni quesiti, ma finora ha parlato il silenzio. "Auspichiamo che al più presto si possa sapere qualcosa. Confidiamo nella magistratura e allo stesso tempo sappiamo che la famiglia vorrebbe dare in tempi brevi degna sepoltura a Viviana e Gioele".

Daniele ha trovato la forza di tornare nellla sala di registrazione dove lavorava con Viviana. Ha realizzato un nuovo pezzo dedicato alla moglie e al figlio. È stato difficile ritornare in quel luogo magico della loro abitazione coniugale diventato "un luogo di sconforto". Il ricordo della moglie e del figlio lo ha guidato nella composizione del brano. Ha sentito la loro presenza come se fosse stato guidato da loro, nota dopo nota.

Viviana e Gioele, un incidente e poi la fuga

Cosa accadde realmente il 3 agosto e perché, resta ancora un mistero. Si sa che quel giorno Viviana scelse di cambiare itinerario. Anziché dirigersi verso il negozio di calzature, alla guida della propria auto, imboccò l'autostrada per Palermo, forse per raggiungere la Piramide della Luce, scultura simbolo da cui era attratta, si trova a a Motta d’Affermo, località distante 140 chilometri da Venetico.

In una galleria, ebbe un incidente con un mezzo a bordo del quale vi erano due operai. All'uscita della galleria, accostò l'auto e si incamminò a piedi con il bambino. Restano molte domande senza risposte: Cosa videro realmente i testimoni e cosa fecero i due operai? Come mai dopo l'incidente non fecero alcun tentativo di conciliazione con Viviana, né chiamarono i soccorsi? Possibile che nessuno dei due si accorse della presenza del bambino? Perché nessuno la fermò?

Per Daniele Mondello, c'è gente del posto che sa la verità ma non parla. Secondo i risultati delle indagini fatte fare dalla famiglia, sarebbero stati gli operai a causare l'incidente in galleria. "Come fanno due corpi, a distanza di un chilometro, a presentare le stesse identiche lesività?

Perché chi si dice nel giusto non ha chiamato i soccorsi? Perché non hanno allertato la polizia? Ho spalle capienti e posso sostenere tutto il fango che vorranno sputarmi addosso. Non mi intimoriscono: ho già perso tutto. Non mi fermerò mai": questo scriveva Mondello in un post sui social quando di mesi dalla tragedia ne erano trascorsi nove.