"Serena è morta per una tragica fatalità". La mamma della farmacista 37enne trovata senza vita nella sua casa di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, non crede che la figlia sia stata aggredita e uccisa. Raggiunta dai cronisti del Corriere della Sera ha spiegato che lei ed il marito Francesco, biologo, credono che la giovane sia rimasta vittima di una crisi epilettica. Tuttavia, la Procura che sta indagando sul caso di cronaca nera: in attesa dei risultati dell'autopsia ha deciso di aprire un fascicolo per il reato di omicidio volontario.
Serena morta forse in seguito ad una crisi epilettica
Nel tardo di pomeriggio di mercoledì 25 agosto, Serena Fasan, mamma di un bimbo di due anni e mezzo è stata ritrovata esanime sul pavimento di casa. I primi accertamenti del medico legale avrebbero riscontrato delle modeste ecchimosi sul collo. "Mi stupirei - ha dichiarato in proposito il dottor Alberto Furlanetto incaricato di eseguire l'esame autoptico - di trovare conferme all'ipotesi di aggressione.
Anche i genitori della donna non sembrano prendere in considerazione la possibilità che Serena possa essere stata uccisa. "Alcuni amici - ha spiegato mamma Laura - mi parlano di sospetti senza senso". "Non credo - ha continuato - si sia trattato d’altro che di una tragica fatalità".
Secondo lei, la giovane sarebbe stata colta da un malore fatale, una crisi epilettica. "Mio marito Francesco - ha sottolineato - ne è certo e lui, per quarant'anni, ha lavorato in radiologia all’ospedale di Castelfranco e di queste cose ne capisce".
Attesa per l'autopsia sul corpo di Serena
Da quanto si apprende, Serena godeva di buona salute e non aveva mai sofferto di epilessia. "Può capitare - ha proseguito Laura - di avere una crisi senza alcuna avvisaglia. Alcuni anni fa, anche io ho avuto un attacco mentre ero qui in giardino". I coniugi Fasan sono convinti che la figlia si sia autoprocurata i lividi notati sul collo. "Quando è entrata in crisi - ha dichiarato - si è portata le mani alla gola per cercare di fermare la schiuma che le usciva dalla bocca".
Gli inquirenti vogliono comunque far luce sulla morte improvvisa di Serena, che lavorava alla farmacia "Alla Fonte della Salute" di Castelfranco Veneto. La sostituta procuratrice della Repubblica di Treviso, Mara De Donà, per questo, nelle scorse ore ha deciso di aprire un fascicolo, in cui non si fa alcun riferimento a possibili indiziati, per omicidio volontario. Si tratterebbe di un atto dovuto, necessario per svolgere tutta una serie di ulteriori accertamenti. L'autopsia, da quanto si apprende, è già stato disposta e si svolgerà all'inizio della prossima settimana. Gli esiti dell'esame potranno fornire importanti risposte ai tanti interrogativi che gravitano intorno alla morte di Serena.