Processo a Benno Neumair: oggi, 12 aprile, è stata sentita come testimone Nadine Reiter, infermiera ed ex fidanzata del 31enne reo confesso dell'omicidio dei genitori Peter e Laura, uccisi il 4 gennaio 2021. Benno è imputato per omicidio aggravato plurimo e per aver occultato i corpi dei genitori, gettati nell'Adige. Durante l'udienza, la quinta del processo che si celebra in Corte d'Assise presso il Tribunale di Bolzano, è tornata a parlare anche la sorella Madè.

Benno, l'episodio che sfociò in un Tso

Nadine in aula ha raccontato la sua storia sentimentale con Benno Neumair, da quando si conobbero sui social fino a che andarono a convivere, a inizio 2020, in Germania nella città di lei, Neu Ulm.

La serenità tra loro durò poco perché presto iniziarono liti: Benno si alzava tardi e non lavorava. Lei lo sosteneva economicamente, come già raccontato da Madè. La sorella ha riferito che ai genitori lui aveva detto, mentendo, di lavorare in un negozio di alimentazione naturale. Altri litigi avvennero dopo che Nadine si accorse che utilizzava di nascosto il suo bancomat soprattutto per acquistare prodotti salutisti, perché all'epoca era un culturista. Quando lei glielo fece presente, lui negò. "Benno aveva un atteggiamento manipolatorio nei miei confronti e non voleva che frequentassi i miei amici", ha detto l'ex.

Preoccupati, Peter e Laura fecero 7 ore di auto per andarlo a prendere. Il problema sembrò rientrare: Benno e Nadine fecero pace e i genitori se ne tornarono a Bolzano.

Ma dopo due giorni accadde un episodio che segnò definitivamente la vita di tutti. Da Nadine, infatti, prima la mamma e poi il papà e la sorella Madè vennero a sapere di una presunta aggressione subita da Benno. Il 31enne la chiamò a telefono chiedendole di affrettarsi a tornare a casa: lei lo trovò in stato di profonda alterazione con un coltello in mano. Sostenne di essere stato picchiato dagli amici della ragazza. "In ansia per lei anche se non la conoscevo, dissi a Nadine di chiamare la polizia", ha raccontato Madè. Il 31enne, ricoverato in Psichiatria, fu sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio con diagnosi di schizofrenia paranoide. A quel punto, era l'estate del 2020, i genitori andarono a prenderlo e tornò con loro a Bolzano.

In una lettera che scrisse a Nadine, le spiegò che la causa del suo stato alterato sarebbe stato un verme parassita contratto in Indonesia.

Benno non presente in aula

Nella sua deposizione avvenuta nella precedente udienza, Madé si è trovata vicinissima al fratello che cercava il suo sguardo, ma lei lo ha evitato. Questo pomeriggio Madè è tornata in aula per rispondere alle domande che le hanno posto i difensori del 31enne che stavolta non c'era. Ai giornalisti, il legale Flavio Moccia ha detto che, dopo la precedente udienza, Benno non sta bene ed è rimasto in carcere dove gli stanno dando farmaci: non ce l'avrebbe fatta ad affrontare un nuovo incontro con la sorella.

La scorsa settimana, Madè in aula ha fatto ascoltare le telefonate da lei registrate quando già sospettava del fratello, e ha raccontato di come Benno nell'episodio in Germania avesse simulato il volto tumefatto.

"Scoprimmo che si era prelevato del sangue e se lo era iniettato intorno agli occhi per inscenare una rissa mai successa. Di questo era cosciente e poi ammise di averlo inscenato". Madè ebbe poi paura che in auto, nel viaggio di ritorno a casa, provocasse un incidente fino a uccidere tutti.

Il processo verte proprio su quest'aspetto: accertare, oltre le provvisorie conclusioni dei periti incaricati dal Tribunale, se Benno fosse capace di intendere e volere quando uccise i genitori. Parlando con i giornalisti fuori dall'aula del Tribunale, Madè ha detto di essersi sentita oggi più fiacca, meno forte dell'altra volta, e di avere paura: "Ho detto tante cose che sicuramente non gli sono piaciute in questo periodo".

Inoltre, è quasi certa che non gli parlerà mai più.

Madè: 'Benno mentiva di continuo'

Nella sua precedente deposizione, Madè aveva già tracciato un profilo psicologico del fratello. Anche oggi ha ribadito che "Benno mentiva di continuo e di aver paura di lui". Il fratello era motivo di tensioni e provocò la decisione dei genitori di chiudersi a chiave in camera. Il suo odio era indirizzato, però, tutto contro la madre, indicata come causa dei suoi mali. "Mio fratello era molto irascibile anche per piccole cose, aveva un modo di fare prepotente".

Benno cercò di fare sentire in colpa la sorella che sospettando il peggio gli chiedeva spiegazioni sulla scomparsa dei genitori: "Le discussioni ci sono in tutte le famiglie, ma non si arriva a fare male a qualcuno, quindi renditi conto che il tuo atteggiamento non aiuta a trovare la verità, anzi. Mi fa davvero triste che il tuo atteggiamento di fronte a me non aiuta a trovare la mamma e il papà, anzi", le disse. La accusò di averlo infangato agli occhi degli inquirenti.