È ancora senza un perché la morte di Nicolò F., due anni ancora da compiere. Il bambino è morto nel tardo pomeriggio di giovedì 28 luglio dopo essersi sentito male di ritorno da un'area verde di Codissago (frazione del comune di Longarone, in Trentino Alto Adige) dove risiedeva con i genitori.

Secondo quanto riferito dal padre, il bimbo, mentre si trovava al parco, si sarebbe messo in bocca qualcosa che aveva trovato per terra. Del caso di cronaca si sta occupando la procura di Belluno che, nelle scorse ore, ha aperto un fascicolo d'inchiesta e disposto l'autopsia e gli esami tossicologici.

Il bimbo ha trascorso la mattinata al parco giochi

Stando a quanto ricostruito finora, papà Diego, giovedì mattina, ha portato il piccolo Nicolò al parco Sidney di Codissago, area verde a due passi dalla loro abitazione. Qui, come facevano spesso, padre e figlio hanno passeggiato e giocato. Appena rientrato a casa, però, il bambino ha iniziato a stare male.

Verso le ore 14 Nicolò ha perso conoscenza e il genitore, preoccupato, lo ha messo in auto e lo ha portato al pronto soccorso del vicino ospedale di Pieve di Cadore.

Il personale sanitario, comprendendo immediatamente la gravità della situazione, ha preso subito in carico il bimbo assegnandogli il "codice rosso". I medici hanno fatto il possibile per rianimarlo.

Tutti i loro sforzi, però, si sono rivelati vani perché il cuore del bambino si è fermato poche ore più tardi.

Il bimbo potrebbe aver ingerito qualcosa mentre giocava al parco

Come da protocollo, l'ospedale bellunese ha informato dell'improvviso decesso le forze dell'ordine. Il pm di Belluno Simone Marcon, per chiarire quanto è accaduto, ha aperto un fascicolo al momento a carico di ignoti e ha incaricato il medico legale di eseguire l'autopsia sul corpo del bambino.

La dissezione, completata dai test tossicologici, sarà eseguita nella giornata di mercoledì 3 agosto, all'ospedale San Martino di Belluno.

Papà Diego, prima ai sanitari e poi ai carabinieri del comando provinciale di Belluno, ha dichiarato che Nicolò potrebbe aver messo in bocca e ingerito qualcosa che ha trovato per terra al parco.

La bocca del bimbo, da quanto è stato reso noto, sarebbe stata effettivamente sporca di terriccio. Tuttavia il ragazzino, mentre era nell'area verde, non avrebbe accusato alcun malessere e l'uomo non avrebbe dato particolare peso all'accaduto. Gli investigatori non escludono che Nicolò possa aver "mangiato" una qualche sostanza tossica (forse del veleno per i topi o un fungo velenoso).

I genitori del piccolo Nicolò sono molto conosciuti in paese e Leonardo Padrin, sindaco di Longarone, a nome dell'intera comunità, nelle scorse ore, ha voluto esprimere loro la massima vicinanza.