In casa dei genitori di Nicolò, due anni da compiere e morto il 28 luglio per intossicazione, gli inquirenti hanno trovato piccole quantità di sostanze stupefacenti, "presumibilmente hashish". La stessa sostanza è stata trovata anche nella camera del bambino. È quanto emerge dalle indagini sulla morte, improvvisa, del bimbo di 2 anni residente a Codissago di Longarone (Belluno). Il caso di cronaca nera è seguito dal pm Simone Marcon. La procura ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo. Al momento, unico iscritto nel registro degli indagati è Diego Feltrin, papà 40enne del bambino.
All'uomo è stato contestata l'omessa vigilanza del figlio minorenne e l'omicidio colposo.
Trovate sostanze stupefacenti nella camera del bambino
In un primo momento, stando anche a quanto riferito dal padre di Nicolò, si era ipotizzato che il bambino, morto il 28 luglio per un'intossicazione, avesse ingerito qualche sostanza velenosa mentre si trovava al parco sotto casa. Il piccolo è deceduto in ospedale, a Piave di Cadore, poche ore dopo il ricovero. Il medico legale ha confermato la morte per avvelenamento a causa di una sostanza tossica, per ora ignota. Diego Feltrin, boscaiolo, aveva riferito che il figlio si era sentito male al ritorno dal parco Sidney. Tuttavia, i rilievi e gli accertamenti dei militari hanno smentito, per il momento, questa ipotesi.
Nei giorni scorsi, gli investigatori hanno concentrato le indagini in ambito familiare e hanno sequestrato, durante un sopralluogo, sostanze stupefacenti e diversi medicinali.
Nella stanza del bambino, stando a quanto emerso nelle ultime ore, i carabinieri del comando provinciale di Belluno, hanno rinvenuto una tazzina contenente una sorta di panetto, dal peso di 1,2 grammi, di una "sostanza resinosa verosimilmente tipo hashish".
I genitori del bambino avevano sostanze stupefacenti in casa
Gli inquirenti, durante la ricognizione nell'appartamento di via 2 Giugno, hanno trovato sostanze stupefacenti in quantità che sono state definite "modiche". In una credenza in cucina hanno rinvenuto tre pezzi diversi per un totale di due grammi e 2 involucri con altri 3,5 grammi.
Nella camera matrimoniale, sopra una mensola, c'erano altri1,5 grammi della stessa "sostanza resinosa verosimilmente tipo hashish", mentre sul davanzale del calorifero era celato un involucro con 3,3 grammi. Altre quantità minori, infine, erano state sistemate in un portaoggetti in metallo e sopra un'altra mensola. In casa, i coniugi Feltrin avevano anche un bilancino elettronico di precisione di colore grigio definito digital scale.
Ora sarà la tossicologa di Medicina Legale di Padova, la dottoressa Donata Favretto, a determinare la natura dei reperti sequestrati e compararli con i tessuti prelevati al bambino durante l'autopsia eseguita dal dottor Antonello Cirnelli.