Il piccolo Nicolò, due anni ancora da compiere, è deceduto per un arresto cardiaco in conseguenza di un’intossicazione. A confermarlo è stata l'autopsia eseguita nella giornata di ieri, mercoledì 3 agosto. Gli investigatori che si stanno interessando al caso di cronaca nera non escludono che il bimbo, che si era sentito male dopo una mattinata al parco di Longarone, possa aver ingerito della droga. Nell'abitazione della famiglia, da quanto emerso, sarebbe stato trovato dell'hashish.
L'autopsia conferma l'intossicazione
L'autopsia eseguita ieri, su disposizione della procura di Belluno, dal medico legale Antonello Cirnelli ha confermato che ad uccidere il piccolo Nicolò sarebbe stata un'intossicazione.
Il bimbo, come si è subito sospettato, avrebbe ingerito qualche sostanza che si è rivelata letale. La natura di tale sostanza, però, sarà rivelata solo nei prossimi giorni con l'arrivo degli esiti dell'indagine tossicologica.
Gli investigatori, da quanto trapelato, sospettano che a uccidere il bambino possa essere stata della droga. Nell'abitazione di Codissago di Longarone, dove Nicolò viveva con i genitori, sono state ritrovate delle sostanze stupefacenti e, nello specifico, dell'hashish e diversi medicinali. Per ricostruire con esattezza cosa sia accaduto al piccolo, ed individuare eventuali responsabilità, sarà necessario verificare l'esistenza di una corrispondenza tra quanto emerso dall’analisi dei liquidi biologici del bambino ed i materiali sequestrati dai carabinieri nell'appartamento di via 2 Giugno.
Indagato il papà del bambino
Nicolò si è sentito male nel primo pomeriggio di giovedì 28 luglio ed è morto poco ore dopo all'ospedale di Pieve di Cadore. Quella mattina, stando a quanto riferito dal padre che lo ha accompagnato al Pronto Soccorso - dove è arrivato con insufficienza respiratoria e battito cardiaco rallentato - il piccolo aveva giocato per alcune ore nell'area verde a due passi da casa. Sempre secondo il racconto dell'uomo, ad un certo punto, però, si era messo in bocca una sostanza non meglio identificata di colore scuro che aveva raccolto da terra.
I rilievi e le verifiche effettuate dagli uomini dell'Arma nel parco giochi e l'analisi della scansione temporale, tuttavia, hanno escluso la possibilità che il bimbo possa avere "mangiato" un boccone avvelenato.
La procura di Belluno, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ha iscritto nel registro degli indagati papà Diego Feltrin, boscaiolo 41enne, contestandogli il reato di omessa vigilanza. Va però precisato che si tratta di un atto dovuto, indispensabile per svolgere analisi e test. "Non so davvero cosa possa essere accaduto a mio figlio- si è difeso il giovane papà - Non riesco neppure a guardare le sue foto".