A Bari un primario è stato arrestato in flagranza di reato: si tratta dell’oncologo V.L., 69 anni, direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica presso l’Istituto tumori Giovanni Paolo II. I carabinieri lo hanno fermato nelle scorse ore mentre stava ricevendo una somma di denaro da un paziente per ottenere una corsia preferenziale nella somministrazione di una prestazione sanitaria che sarebbe dovuta essere interamente a carico del sistema sanitario nazionale. Alla notizia che sarebbe finito in carcere, il medico avrebbe accusato un malore, tanto da essere portato al pronto soccorso.
Il primario è stato quindi accusato di peculato e concussione in una vicenda che ricorda il precedente del 2021, quando un altro oncologo barese era finito ai domiciliari.
L'indagine partita dopo alcune segnalazioni dei suoi pazienti
Le indagini, coordinate dalla pm Chiara Giordano, sono partite da tempo, in seguito a una serie di segnalazioni molto dettagliate da parte di alcuni pazienti del primario. Così l’attività professionale dell’oncologo era stata messa sotto osservazione, fino all’arresto in flagranza nel momento in cui il medico stava ricevendo un pagamento. Ora il 69enne è accusato di concussione, per aver chiesto dei soldi ai malati, e di peculato, perché non ha versato nelle casse della struttura sanitaria pubblica di cui è dipendente il corrispettivo delle visite effettuate.
In pratica i soldi servivano a permettere al paziente di scavalcare le normali liste d’attesa e ottenere così più rapidamente le prestazioni sanitarie.
Il primario aveva chiesto di rimanere in servizio
Nelle prossime ore il provvedimento urgente di fermo dovrà essere valutato da un giudice che deciderà sulla convalida dell’arresto.
Di recente il primario aveva chiesto di rimanere in servizio fino ai 72 anni di età, tuttavia il direttore generale della struttura, Alessandro Delle Donne, aveva rigettato tale domanda, favorendo così il pensionamento dell’oncologo 69enne, che sarebbe scattato il prossimo dicembre. In queste ore il manager ha raccontato di aver appreso della notizia dalla stampa e di non aver ancora ricevuto nessuna comunicazione dalle forze dell’ordine, assicurando che qualora le responsabilità del medico fossero confermate, non sarebbero fatti sconti a nessuno.
Un altro oncologo era stato arrestato a Bari per concussione nel 2021
La vicenda del primario di Bari ha ricordato un caso di cronaca simile, accaduto in città nel maggio 2021: l’oncologo G.R. era finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione aggravata per aver preteso 130mila euro dai parenti di un paziente, che in seguito era deceduto per il cancro, per somministrargli cure a carico del servizio sanitario pubblico. In quel caso il medico era stato licenziato pochi mesi prima dall’ospedale in cui prestava servizio, dal quale era arrivata la denuncia che aveva fatto partire le indagini. Gli inquirenti hanno successivamente scoperto che l’oncologo aveva ottenuto nel corso del tempo ben 2,5 milioni di euro da nove diversi pazienti.
Negli scorsi mesi è arrivata la condanna a nove anni con il rito abbreviato per lo specialista. Il Gup Francesco Vittorio Rinaldi in quell’occasione ha parlato di una personalità incapace di rispettare le regole di comune convivenza civile, di provare umana pietà, manifestando una completa indifferenza rispetto alle particolari condizioni di salute di quei pazienti che riponevano la loro cieca fiducia in lui.