Il bimbo di sei anni morto il 2 luglio 2022 mentre era in vacanza con i genitori a Sharm El Sheik, sul Mar Rosso, sarebbe stato ucciso da una gastroenterite di origine ignota.
Secondo i consulenti della procura di Palermo, chiamata a far luce sul caso di cronaca, il piccolo non sarebbe stato curato in maniera adeguata e tempestiva. Le conclusioni presentate nella consulenza medico legale corrispondono in buona parte a quanto accertato la scorsa estate dai medici egiziani incaricati di fare una prima autopsia sul corpo del bambino.
Il bimbo non venne curato adeguatamente
Stando all’esito della consulenza disposta dalla Procura di Palermo che, poco più di un anno fa, aveva aperto l'inchiesta, il bambino avrebbe contratto, non si sa in quale occasione, una gastroenterite virale o batterica: è un'infiammazione della mucosa gastrica, dell'intestino tenue e dell'intestino crasso, provocata da un'infezione micro-organica o dall'ingestione di tossine chimiche o di particolari farmaci.
Il medico egiziano che ha visitato il bimbo, però, non avrebbe saputo riconoscere correttamente i sintomi e si sarebbe limitato, dopo una prima visita, a prescrivere alcuni farmaci per le intossicazioni alimentari e una semplice flebo di soluzione fisiologica senza disporre, o almeno suggerire, un ricovero.
Lo stesso dottore, nella stessa occasione, ha visitato anche mamma Rosalia, all'epoca incinta di quattro mesi, e papà Antonio. La mancata corretta diagnosi si sarebbe rivelata fatale per il bambino.
Il bimbo, infatti, iniziò a peggiorare e quando, dopo 24 ore, arrivò all'ospedale internazionale della località turistica, le sue condizioni erano già disperate, anche per via del grave e avanzato stato di disidratazione, causato anche dall'importante dissenteria, e dello squilibrio elettrolitico,
La vacanza a Sharm e la morte del bambino
La storia del bambino, poco più di un anno fa, era stata resa nota dallo zio. L'uomo, disperato per la perdita del nipotino, aveva riferito che il bimbo, ricoverato d'urgenza in terapia intensiva, era morto tra le braccia della mamma, mentre il papà, che come il figlioletto aveva presentato diarrea, vomito e debolezza, stava sempre più male.
Tant'è che solo grazie all'intervento della Farnesina venne trasportato d'urgenza in Italia e ricoverato a Palermo, con seri problemi renali. Tuttavia poco dopo si ristabilì e venne dimesso.
Il piccolo e i genitori erano arrivati in Egitto, al Sultan Gardens di Sharm el Sheikh, lunedì 27 giugno 2022. La vacanza sarebbe dovuta durare 15 giorni, ma dopo pochi giorni di soggiorno tutta la famiglia iniziò a stare male. Inizialmente, si ipotizzò che il cibo servito nel resort fosse la causa del malessere. La struttura, tuttavia, smentì questa possibilità sostenendo che solamente il piccolo e i suoi genitori avevano manifestato sintomi tipici di un'intossicazione alimentare. I genitori, però, respinsero le accuse sostenendo di non aver mai consumato nulla al di fuori del resort.
Dopo il decesso del bimbo, le autorità egiziane disposero l'autopsia. Un secondo esame medico-legale venne poi eseguito in Italia, anche in seguito all'esposto presentato dai familiari. Come da protocollo, il consulente della Procura chiese di poter visionare la relazione depositata dai colleghi egiziani. A suo dire, non sarebbe stato possibile arrivare a una conclusione senza essere a conoscenza di alcuni elementi, come il contenuto gastrico del bambino, in possesso, però, solo ai sanitari del paese nordafricano.
Il pm Vittorio Coppola, titolare delle indagini, nei mesi scorsi ha ricevuto e tradotto la lunga relazione (circa 200 pagine) del medico legale locale e l'ha trasmessa al consulente designato dalla procura, in modo che potesse completare il suo lavoro.