Dal 2026, nelle scuole, nei centri sportivi, nei centri commerciali e nei luoghi di aggregazione giovanile di tutta Italia comparirà un nuovo presidio sociale: la “Blue Box”, un dispositivo all’interno di una cabina fototessera trasformata in punto di primo contatto per ragazzi vittime di bullismo e cyberbullismo.

L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Dedem S.p.A., Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (ONBD) e Fondazione Tellus, con il supporto tecnico di DMP Electronics, e rappresenta una delle risposte più concrete emerse dagli Stati Generali dell’Educazione e della Prevenzione 2025, svoltosi a Roma il 9 ottobre 2025.

Un'emergenza che non è più episodica

I dati diffusi durante gli Stati Generali sono chiari e allarmanti.

Secondo la nuova relazione-sondaggio 2025, oltre 1 studente su 3 (34%) ha dichiarato di aver subito atti di bullismo, con più del 5% che ne è vittima abituale. Quasi la metà degli studenti assiste a episodi a scuola o nei luoghi di vita quotidiana. Il fenomeno si estende anche al mondo digitale: il 32% ha subito almeno un episodio di cyberbullismo, con picchi nella fascia 12–15 anni.

Accanto alle aggressioni, cresce anche il disagio emotivo: il 54% degli studenti si sente solo almeno “a volte” e quasi 1 su 5 “spesso o ogni giorno”. Un dato che fotografa la solitudine e la mancanza di punti di riferimento che spesso impediscono alle vittime di chiedere aiuto.

Alberto Rizzi, CEO di Dedem, ha sottolineato la portata simbolica dell’iniziativa: “La cabina fototessera, da oltre sessant’anni elemento familiare della nostra geografia urbana, si trasforma ancora una volta in un presidio sociale. Dopo la Pink Box contro la violenza di genere, con la Blue Box vogliamo offrire un contributo concreto alla lotta contro il bullismo e il cyberbullismo, mettendo a disposizione la nostra infrastruttura e le nostre competenze”.

Blue Box: tecnologia e umanità per spezzare il silenzio

n questo contesto nasce Blue Box, un progetto che unisce innovazione tecnologica e responsabilità sociale.

A partire da Gennaio 2026, alcune cabine fototessera Dedem selezionate saranno dotate di un dispositivo che consente di attivare gratuitamente un collegamento diretto con il numero di supporto dell’ONBD.

Basterà premere un pulsante per parlare con operatori formati, in grado di ascoltare, offrire consulenza psicologica di primo livello e indirizzare i casi più delicati a professionisti specializzati.

Il servizio sarà gestito da un call center dedicato, attivo nelle principali fasce orarie e supportato da una segreteria notturna. L’anonimato e la riservatezza sono garantiti, per offrire ai ragazzi un luogo discreto e protetto in cui chiedere aiuto senza timori.

Luca Massaccesi, presidente dell’ONBD, lo ha sintetizzato così: “I numeri che presentiamo oggi non sono statistiche: sono volti e storie. Se un ragazzo su tre ha sperimentato il bullismo e quasi uno su due lo vede accadere, significa che la prevenzione non può essere un progetto a tempo.

Dobbiamo costruire alleanze stabile tra scuole, famiglie, istituzioni e sport per restituire ai ragazzi sicurezza, fiducia e futuro”.

Dai protocolli ai fatti: una rete educativa nazionale

Blue Box nasce dal protocollo di intesa tra Dedem e l’Osservatorio Nazionale su bullismo e disagio giovanile; lo stesso Osservatorio Nazionale ha firmato, sempre il 9 Ottobre 2025, altri protocolli d’intesa con altre realtà tra cui figurano la Città Metropolitana di Roma, l’Unione Nazionale Camere Minorili, la Federazione Italiana Scherma e lo stesso gruppo Dedem.

Questi accordi puntano a creare una rete stabile e capillare di prevenzione: dalla peer education nelle classi alla formazione degli adulti, dall’educazione digitale alla creazione di punti di primo ascolto sul territorio.

La visione è chiara: passare dalle denunce all’azione, trasformando gli spettatori in comunità educanti. Blue Box, in questo quadro, rappresenta un tassello concreto e facilmente replicabile.

Dopo una fase pilota, l’obiettivo è arrivare a 100 installazioni entro la fine del 2026, con una distribuzione che privilegerà luoghi frequentati dai giovani: scuole, centri sportivi, centri commerciali e spazi pubblici.

Un progetto che parte da Roma, ma che punta a diventare nazionale, con il coinvolgimento attivo degli enti locali e delle istituzioni.

La lotta al bullismo e al cyberbullismo non può più essere episodica o delegata a pochi. Con Blue Box, l’Italia sperimenta una nuova via: rendere accessibile l’aiuto, ovunque. Perché spesso, per rompere il silenzio, basta un piccolo gesto. In questo caso, la pressione di un pulsante.