Bianca Balti, top model italiana di fama internazionale, ha lanciato un appello sui social media giovedì 22 gennaio 2026, dopo una visita oculistica. In un video, visibilmente emozionata, ha raccontato di aver appreso da una collaboratrice di origine iraniana che nel suo paese d'origine la situazione è drammatica: “Se scendi in strada ti colpiscono e uccidono a colpi d’arma da fuoco, e ti ammazzano, se finisci all’ospedale ferito vengono a spararti, a ucciderti lì direttamente. Questo è quello che sta accadendo in quel Paese in questo momento, è straziante, è importante dare voce e raccontarlo”.

La modella ha quindi esortato i suoi follower a “diffondere la voce”, condividendo il suo messaggio.

L’episodio è avvenuto a Roma, al termine di un appuntamento medico. Balti ha voluto condividere il suo turbamento con il suo pubblico: “È incredibile quello che sta succedendo”, ha detto.

La situazione in Iran e le proteste

Da settimane, diverse aree dell’Iran sono teatro di proteste, iniziate a Teheran e poi estese ad altre province, con un bilancio drammatico di vittime civili. Già nei primi giorni del 2026 si sono verificati scontri violenti, con almeno sei morti accertati nei primi cinque giorni di manifestazioni, soprattutto nelle regioni occidentali. In una di queste regioni, media iraniani hanno riferito di tre civili uccisi e diciassette feriti durante le proteste contro la crisi economica.

Le autorità iraniane hanno cercato di contenere le manifestazioni, parlando di rivendicazioni legittime, ma anche di tentativi di infiltrazione da parte di “gruppi ostili” esterni.

L'appello di Bianca Balti

La presa di posizione di Bianca Balti si inserisce in un contesto internazionale di crescente attenzione verso il conflitto iraniano. La sua scelta di usare i social media, riflettendo una vicinanza emotiva al dolore che le è stato riferito, sottolinea il ruolo e la responsabilità pubblica di dare voce a chi non può o non riesce a divulgare direttamente ciò che sta accadendo. Recentemente, sono state diffuse rassegne fotografiche, video dalle proteste e testimonianze dirette che descrivono una crescente tensione tra cittadini e autorità.