L’ex campione olimpico francese di nuoto Yannick Agnel sarà processato dal tribunale penale dell’Haut‑Rhin, in Francia, per stupro e aggressione sessuale su minore. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Colmar, confermando il rinvio a giudizio.

Le accuse

I fatti risalgono al 2016 e riguardano una presunta relazione con Naomé Horter, all'epoca tredicenne e figlia del suo allenatore. Un giudice istruttore di Mulhouse aveva già disposto il rinvio a giudizio dell’atleta, oggi trentatreenne. Agnel aveva fatto ricorso sostenendo che si trattasse di una relazione consensuale.

La Corte d’appello ha ritenuto invece che le accuse fossero sufficienti per procedere.

L'iter giudiziario

Gli avvocati di Agnel hanno cinque giorni per presentare ricorso in Cassazione. L’indagine, avviata nell’estate del 2021 in seguito alla denuncia di Naomé Horter, ha portato all’incriminazione dell’ex nuotatore l’11 dicembre 2021. Durante la detenzione, Agnel aveva «riconosciuto la materialità dei fatti imputati, anche se per alcuni stupri ha un problema di memoria», secondo quanto dichiarato dalla procuratrice Edwige Roux‑Morizot. L’imputato ha sempre negato di aver esercitato alcun controllo sulla ragazza. Il reato prevede una pena fino a vent’anni di reclusione.

Il palmarès

Yannick Agnel vanta un palmarès di rilievo: doppio oro olimpico a Londra 2012 nei 200 metri stile libero e nella staffetta 4×100 stile libero, e campione del mondo nelle stesse discipline nel 2013.

L’indagine ha preso avvio dopo la denuncia presentata nell’estate del 2021 dalla ragazza, che all’epoca dei fatti aveva tredici anni e si era allenata con Agnel tra il 2014 e il 2016 a Mulhouse. Il giudice istruttore aveva valutato la gravità delle prove, ritenendole sufficienti per il rinvio a giudizio. Non è ancora nota la data di apertura del dibattimento.