Si è spenta a 87 anni Angela Luce, la celebre 'voce di Napoli', figura di spicco nel panorama della canzone e del cinema partenopeo. La sua scomparsa, avvenuta il 20 febbraio 2026 a Napoli, segna la fine di una carriera artistica lunga e ricca di successi. L'attrice e cantante, insignita l'anno scorso di un riconoscimento al Senato, aveva già ottenuto nel 1995 un David di Donatello per la sua interpretazione nel film L’amore molesto di Mario Martone. La sua fama era consolidata dal titolo di Regina delle sceneggiate, genere che l'ha vista esibirsi al fianco di mostri sacri del cinema italiano come Eduardo De Filippo – che la considerava il suo maestro – Peppino De Filippo, Totò, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi.

La sua interpretazione di «Bammenella», brano di Raffaele Viviani, rimane un capitolo fondamentale nella storia della musica italiana. Nel 1975, Angela Luce aveva raggiunto il terzo posto al Festival di Sanremo con il brano «Ipocrisia».

La camera ardente sarà allestita domani, sabato 21 febbraio, dalle 8.45 alle 12.00 nella Sala dei Baroni presso il Maschio Angioino. I funerali si terranno alle ore 12.30 nella Chiesa di San Ferdinando, nota come la Chiesa degli Artisti, situata in Piazza Trieste e Trento.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha espresso il suo «più profondo e sentito cordoglio» per la perdita di Angela Luce, definendola un'«icona intramontabile della cultura, del cinema e della canzone napoletana».

Il primo cittadino ha sottolineato come con la sua scomparsa si perda «una delle voci più autentiche e vibranti della nostra terra». L’Amministrazione comunale si unisce al dolore dei familiari, degli amici e di tutti i cittadini che hanno amato l'artista.

Una carriera che univa teatro, musica e cinema

Angela Luce iniziò la sua carriera giovanissima, a soli quattordici anni, con la Piedigrotta Bideri. Fin dalle prime esibizioni, dimostrò una presenza scenica capace di conquistare il pubblico, in particolare con il brano Zì Carmilì. Senza aver mai studiato canto o recitazione, il suo talento si affinò nell'ambiente artistico, respirando il teatro di grandi maestri come Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Nino Taranto e Totò.

Eduardo stesso la volle nella sua compagnia nel 1956, senza nemmeno un provino, riconoscendo in lei un talento audace e già formato. Nel corso della sua prolifica carriera, ha partecipato a circa ottanta film, tra cui titoli noti come Signori si nasce, Lo straniero e Il Decameron di Pier Paolo Pasolini. Ha avuto l'opportunità di collaborare con registi del calibro di Visconti, Martone e Avati, e con attori del calibro di Alberto Sordi e Vittorio Gassman.

La voce di Napoli fra canzone tradizionale e memoria collettiva

Il repertorio musicale di Angela Luce è stato un ponte tra la sceneggiata, la poesia e il cinema. La sua interpretazione di brani come «So' Bammenella 'e copp' 'e Quartieri» di Raffaele Viviani è diventata un punto di riferimento, entrando profondamente nell'immaginario collettivo.

La sua partecipazione a Sanremo nel 1975 con «Ipocrisia», che le valse il terzo posto, contribuì ulteriormente a consolidare la sua popolarità. Angela Luce incarnava una femminilità intensa e autentica, convinta che «la voce non doveva essere bella — doveva essere vera». La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama artistico, portando via un modo genuino di essere artista, profondamente radicato nella tradizione popolare ma capace di parlare al presente.