L’Associazione Insieme di Cuneo ha inviato una lettera all’AGCOM e ai parlamentari del territorio: il senatore Giorgio Bergesio e gli onorevoli Monica Ciamburro, Marcello Coppo, Enrico Costa e Chiara Gribaudo, chiedendo interventi urgenti. Il presidente Marcello Cavallo parla chiaro: il fenomeno non è affatto sotto controllo, perché gli operatori del settore aggirano anche le restrizioni più rigide. Nel testo si legge: "Le statistiche evidenziano una media, sottostimata, di 14 chiamate indesiderate al mese per ogni cittadino italiano che portano il totale a quasi 10 miliardi di chiamate moleste all’anno, di cui il 56% a scopo fraudolento. L’Italia è tra i Paesi europei più colpiti insieme a Francia e Spagna, segno che altri hanno trovato modo di difendersi con modalità che si auspica possano essere replicate nel nostro Paese"
E mentre le forze dell’ordine fanno il possibile, milioni di persone — gli “invisibili”, come li definisce l’associazione — continuano a subire:
chiamate a raffica
contratti non richiesti
tentativi di phishing
truffe mascherate da offerte
- messaggi subbliminari aggressivi, quasi intimidatori
La pubblicità aggressiva invade ogni spazio
Nella lettera si legge che gli 'invisibili' "non sono nella condizione di poter rappresentare direttamente il disagio quotidiano in cui vivono e si chiedono se, effettivamente, si stiano adottando tutti i rimedi possibili per stroncare una pratica sempre più odiosa".
Il problema non si ferma al telefono. La stessa logica di pressione, ripetizione e intrusione domina anche negli spot televisivi e online.
Gli stessi meccanismi sono evidenti:
- Ripetizione ossessiva
Gli spot vengono trasmessi identici su più canali, più volte al giorno, fino a saturare l’attenzione.
- Ritmo veloce e martellante
Musiche forti, voci concitate, messaggi compressi in pochi secondi: tutto progettato per colpire, non per informare.
- Messaggi aggressivi
Promesse esagerate, urgenze artificiali (“solo per oggi!”, “ultima occasione!”), pressioni psicologiche e nascoste ad un pubblico giovane e che va di fretta.
Effetto finale: stress e irritazione
La pubblicità non accompagna più: invade. E quando si sommano spot, notifiche, banner e telefonate, il risultato è un sovraccarico che molti cittadini non riescono più a tollerare.
Per questo motivo, si legge nella lettera, "Non vogliamo fare polemica: abbiamo chiesto ai rappresentanti in Parlamento e all’Agcom di valutare con urgenza un elenco di proposte puntuali, per cercare di fronteggiare maggiormente il fenomeno. Confidiamo che la nostra segnalazione venga presa in considerazione e possa essere utile nell’espletamento delle loro funzioni".