L’ambasciatore d’Italia a Colombo, competente anche per le Maldive, è arrivato da alcune ore a Malé e nelle prossime ore incontrerà i responsabili della Guardia costiera presenti nella capitale. Intanto, sul luogo dell’incidente in cui hanno perso la vita cinque subacquei italiani sono giunte le unità di soccorso della Guardia costiera maldiviana.
A bordo delle imbarcazioni ci sono sommozzatori della Guardia costiera, agenti della polizia locale e un esperto sub italiano che ha già collaborato con le autorità. Lo riferisce la Farnesina in una nota.
Le condizioni meteo, al momento, potrebbero ostacolare l’avvio delle operazioni di recupero. È comunque prevista una prima immersione esplorativa per verificare i punti di accesso alla grotta, in attesa di un miglioramento del tempo.
Le sfide operative e le condizioni meteorologiche
L'avvio effettivo delle operazioni di recupero è attualmente condizionato dalle condizioni meteo avverse, che potrebbero impedire le immersioni. Nonostante le difficoltà, è in programma una prima immersione esplorativa. L'obiettivo di questa fase preliminare è quello di individuare e mappare i punti di accesso della grotta sottomarina, dove si ritiene che i corpi dei subacquei si trovino. L'attesa è per un miglioramento delle condizioni meteorologiche che possa consentire l'esecuzione delle immersioni in sicurezza.
Le autorità delle Maldive ritengono che i corpi dei subacquei siano intrappolati all'interno di una grotta situata a circa sessanta metri di profondità. Un primo corpo sarebbe già stato recuperato, confermando la complessità e la pericolosità dell'ambiente. L'intera operazione è classificata ad alto rischio, richiedendo massima cautela e professionalità da parte di tutti i team coinvolti, a causa delle profondità estreme e della natura intricata del sito.