All’alba del 20 maggio 2026, i Carabinieri del ROS e la Squadra Mobile hanno eseguito 26 misure cautelari contro due organizzazioni criminali [VIDEO]radicate nei quartieri di Villagrazia, Santa Maria di Gesù e Villaggio Santa Rosalia ritenute responsabili di diverse ipotesi di reato riconducibili all’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, in un caso aggravata dal metodo mafioso, e cessioni di stupefacenti
Due gruppi, un’unica logica: controllare tutto
Le indagini – coordinate dalla DDA di Palermo – hanno svelato due strutture parallele, entrambe ossessionate dal controllo del territorio e dei profitti.
Il primo gruppo, monitorato dalla Polizia di Stato, importava droga da Calabria e Campania, gestendo lo smercio nei quartieri popolari.
Il secondo, ricostruito dal ROS, ruotava attorno alla storica famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, con canali di approvvigionamento che arrivavano fino a Roma tramite un fornitore albanese.
Il comunicato
Dal comunicato si evnice come: "Gli odierni arresti sono il risultato di complesse investigazioni svolte sia dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo che dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia palermitana"
Per ciò che concerne la Polizia di Stato, si legge: "l’indagine ha consentito di disvelare l’esistenza di due organizzazioni criminali - operanti nei quartieri cittadini di “Villagrazia”, “Santa Maria di Gesù” e “Villaggio S.
Rosalia” - dedite all’importazione, attraverso fornitori calabresi e campani, ed allo smercio di ingenti quantitativi di droghe pesanti e leggere"
Si legge nel comunicato dei ROS: "Per quanto concerne l’Arma dei Carabinieri, le indagini portate avanti dal R.O.S. hanno riguardato la famiglia di Santa Maria di Gesù e, anche in questo caso, hanno messo in luce l’esistenza di un’associazione stabilmente organizzata, dedita a illeciti traffici di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, con canali di approvvigionamento rappresentati da un soggetto albanese operante nella zona di Roma, e da un fornitore calabrese. In fase esecutiva è stato impiegato personale della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica “Sicilia Occidentale” e diverse Unità del Reparto Cinofili, e per l’Arma dei Carabinieri militari del R.O.S., del Comando Provinciale di Palermo, incluse unità cinofile e delle A.P.I.
Giova precisare che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza".