Il Tg1 ha diffuso nelle scorse ore un’esclusiva sull’inchiesta della procura di Brescia che vede coinvolto l’ex pm di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione relativamente alle indagini passate che avrebbero coinvolto Andrea Sempio, con riferimento all’assassinio di Chiara Poggi, uccisa in casa sua il 13 agosto 2007 a Garlasco, nel Pavese. Secondo le indiscrezioni, le indagini non avrebbero portato nessun elemento in grado di confermare l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari da parte di Venditti. Infatti, nelle scorse ore sarebbe stata depositata presso la procura di Brescia un’informativa congiunta dei carabinieri e della guardia di finanza che scagionerebbe una volta per tutte l’ex pm di Pavia da ogni accusa.

Secondo il Tg1 si aggraverebbero le posizioni degli altri coinvolti nell’inchiesta di Brescia

L’inchiesta di Brescia, secondo il TG1, sarebbe comunque giunta a una svolta importante: infatti, mentre non sarebbe emerso nessun elemento relativamente a una presunta corruzione di Venditti, si sarebbero aggravate le posizioni di altre persone coinvolte nelle indagini, come avvocati e carabinieri. Si ipotizza che i magistrati di Brescia, Donato Greco e Alessio Bernardi, potrebbero chiedere di archiviare la posizione di Venditti. In questo caso non si applicherebbe più l’articolo 11, che implica che sia la Procura di Brescia ad avere la competenza per indagare sui magistrati del distretto milanese: quindi l’inchiesta potrebbe tornare a Pavia.

Il biglietto trovato in casa Sempio con il nome di Venditti

Va ricordato che risulta indagato in questa inchiesta anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea, il giovane protagonista delle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi, per il quale era stato condannato in via definitiva il fidanzato Alberto Stasi. Infatti, durante un’ispezione in casa dei Sempio è stato ritrovato un biglietto che riportava le parole “Venditti GIP archivia per 20, 30″ che poteva far pensare a una possibile corruzione del magistrato. Gl’inquirenti avevano sospettato che i familiari di Andrea Sempio nel 2027 potessero aver pagato Venditti per far archiviare le indagini partite nel 2016, che per la prima volta associarono il nome del giovane al delitto di Garlasco.

Alla fine, però, le indagini avrebbero chiarito che non esiste nessun riscontro reale su quanto scritto in quell’appunto.

I pagamenti agli avvocati di Sempio

Le accuse della Procura di Brescia sono partite da un giro di denaro rimasto non del tutto chiarito. Infatti, a seguito dell’indagine del 2016, i familiari di Andrea Sempio avrebbero girato agli avvocati del giovane una cifra tra i 50 e i 60 mila euro. Secondo chi indaga di tratterebbe di una somma troppo alta rispetto alle prestazioni fornite dai legali. L’informativa redatta dai carabinieri del Nucleo operativo di Milano, che in questi mesi hanno indagato sulla nota vicenda di cronaca nera, elencherebbe una serie di anomalie, come la durata del procedimento penale, partito il 23 dicembre 2016 e archiviato il 23 marzo 2017, con appena tre mesi di indagini preliminari.

Inoltre, l'attività tecnica degli avvocati di Andrea Sempio, si sarebbe limitata a due trasferte per incontrare il loro consulente Luciano Garofano, ex comandante dei Ris, che successivamente ha rinunciato all’incarico, e all'aver assistito Sempio durante l'interrogatorio del 10 febbraio 2017, durato 50 minuti.