Un'importante operazione condotta dalla polizia municipale di Cercola, in provincia di Napoli, ha portato al sequestro di diversi capannoni utilizzati come depositi non autorizzati di indumenti usati. L'intervento, avvenuto il 30 giugno 2026, ha rivelato la presenza di ingenti quantitativi di abiti, imballati e accatastati in strutture prive delle necessarie autorizzazioni e senza il rispetto delle normative vigenti per lo stoccaggio di tali materiali. Questa azione si inserisce in un più ampio contesto di contrasto all'illegalità e alla tutela ambientale nel territorio.
Il Comune di Cercola ha evidenziato come il successo di queste operazioni sia strettamente legato al recente potenziamento del corpo della polizia municipale. Grazie all'assunzione di nuovi agenti, è stato possibile intensificare i controlli sul territorio, producendo risultati concreti nella lotta contro l'illegalità e nella salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza pubblica. L'amministrazione locale sottolinea l'importanza di una presenza capillare e di un'azione incisiva per garantire il rispetto delle regole.
L'impegno delle istituzioni e i dettagli del sequestro
I capannoni sono stati posti sotto sequestro in seguito ad accertamenti che hanno confermato la totale assenza delle prescrizioni richieste per la gestione e lo stoccaggio dei materiali.
Il sindaco di Cercola, Biagio Rossi, ha commentato l'operazione, affermando che «l’incremento del personale ci consente di aumentare la presenza degli agenti sul territorio, intensificare i controlli e intervenire con maggiore efficacia nelle aree più delicate della città». Il sindaco ha espresso gratitudine al comandante Vincenzo Montella e a tutto il corpo della polizia municipale per la professionalità e l'attenzione dimostrate. Rossi ha ribadito che la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della legalità rappresenta una priorità assoluta per l'amministrazione, dichiarando esplicitamente: «Non intendiamo abbassare la guardia rispetto a fenomeni di abusivismo, degrado o gestione irregolare di materiali e rifiuti».
Controlli e contrasto ai rifiuti tessili nel Napoletano
Il fenomeno della gestione irregolare di indumenti usati e rifiuti tessili non è isolato e continua a essere oggetto di attenzione in diverse zone della provincia di Napoli. Un esempio significativo è il recente sequestro di oltre 130 mila chilogrammi di rifiuti tessili avvenuto al porto di Napoli. Questi materiali erano stati occultati all'interno di container destinati alla Nigeria. Le verifiche, condotte congiuntamente dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai militari della Guardia di Finanza, hanno rivelato che i container, secondo la documentazione, avrebbero dovuto contenere oggettistica usata. Tuttavia, all'interno erano stoccati indumenti, scarpe e borse provenienti da raccolta urbana, che non erano stati sottoposti ai necessari processi di selezione e igienizzazione, classificandoli di fatto come rifiuti speciali non pericolosi.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che le società coinvolte nella spedizione erano prive delle autorizzazioni necessarie per il trattamento di tali rifiuti. Al termine dei controlli, due individui – un 47enne napoletano e una 59enne ucraina – sono stati denunciati per traffico illecito di rifiuti e falso ideologico, sottolineando la gravità e la complessità di queste attività illecite.