A Boscotrecase, nel Parco Nazionale del Vesuvio, i carabinieri del nucleo parco forestale di Boscoreale hanno eseguito un'ordinanza cautelare di divieto di dimora nei confronti di un 26enne pluripregiudicato di origine romena. L'uomo è accusato di aver sversato, insieme a una donna, diversi sacconi contenenti rifiuti speciali in un'area protetta. I fatti risalgono al 13 marzo e sono avvenuti in via Rendine, dove le indagini si sono avvalse anche delle immagini di videosorveglianza. Grazie a queste riprese, era già stato possibile individuare e porre sotto sequestro il veicolo utilizzato dai due per raggiungere la zona protetta.

Dettagli dell'operazione e accuse

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 26enne, in concorso con una donna, avrebbe abbandonato rifiuti speciali pericolosi, tra cui resine e vernici industriali, in sacconi che potevano compromettere gravemente il suolo e la flora circostante. Il veicolo utilizzato per lo sversamento era già stato sequestrato dai carabinieri Forestali a seguito di un precedente controllo stradale. Il giovane, inizialmente irreperibile presso l'ultimo indirizzo di residenza ufficiale, è stato successivamente rintracciato presso il domicilio di fatto a Boscotrecase. Le accuse nei suoi confronti sono di trasporto senza autorizzazione e abbandono di rifiuti pericolosi.

Situazione dell'area e misure adottate

L'area di via Rendine interessata dallo sversamento è attualmente sottoposta a sequestro giudiziario ed è stata affidata in custodia giudiziale al Comune di Boscotrecase, in attesa delle necessarie operazioni di bonifica e messa in sicurezza del sito. L'intervento si inserisce nell'ambito delle attività di controllo e tutela dell'ambiente svolte dai carabinieri Forestali nel Parco Nazionale del Vesuvio, un'area protetta istituita per preservare la biodiversità e il patrimonio naturale del territorio vesuviano.

Il Parco Nazionale del Vesuvio: tutela e sorveglianza

Il Parco Nazionale del Vesuvio, istituito nel 1995, si estende per circa 8.500 ettari e comprende tredici comuni dell'area vesuviana.

La sua missione è la conservazione degli ecosistemi, la promozione della ricerca scientifica e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali. Il Parco è dotato di sistemi di videosorveglianza e di un Corpo di vigilanza dedicato al contrasto delle attività illecite, tra cui lo smaltimento abusivo di rifiuti, fenomeno che rappresenta una delle principali minacce per l'equilibrio ambientale dell'area.