Almeno tredici persone sono morte in Afghanistan a causa di raid aerei pakistani nelle aree di confine tra i due paesi, come segnalato mercoledì 10 giugno 2026 da funzionari afghani. Gli attacchi hanno colpito le province di Kunar, Khost e Paktika, già teatro di tensioni tra Afghanistan e Pakistan nelle settimane precedenti.

Zabihullah Mujahid, portavoce del governo talebano, ha denunciato su X che "nella notte l’esercito pakistano ha nuovamente violato lo spazio aereo afghano e bombardato abitazioni civili nelle province di Kunar, Khost e Paktika".

Ha aggiunto che gli attacchi hanno ucciso 11 bambini, una donna e un anziano, e ferito altre quattordici persone. L'esercito pakistano non ha rilasciato commenti.

Dettagli sugli attacchi e la situazione al confine

Questi raid aerei sono i più letali delle ultime settimane, interrompendo una relativa calma nella regione di confine. Tale calma era seguita a scontri sporadici che, a fine febbraio, avevano portato a una guerra aperta tra i due paesi. Un rapporto ONU di metà maggio ha documentato 372 civili afghani uccisi nelle violenze tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026.

Le tensioni tra Afghanistan e Pakistan si erano acuite a fine febbraio, quando l'Afghanistan aveva lanciato un attacco transfrontaliero in rappresaglia per precedenti raid pakistani.

Il Pakistan accusa l'Afghanistan di ospitare militanti, in particolare il Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP), ritenuto responsabile di attacchi mortali sul suolo pakistano. Il TTP è un'organizzazione distinta ma alleata con i talebani afghani, che controllano l'Afghanistan dal 2021.

Contesto delle province colpite e delle relazioni bilaterali

Le province di Kunar, Khost e Paktika, lungo il confine orientale dell'Afghanistan con il Pakistan, sono aree con complesse dinamiche di sicurezza. La presenza di gruppi armati e la difficoltà di controllo del territorio contribuiscono all'instabilità. Le relazioni bilaterali rimangono tese, con frequenti accuse reciproche di violazione della sovranità e di sostegno a gruppi armati.

Il governo talebano, insediatosi a Kabul nell'agosto 2021 dopo il ritiro delle truppe internazionali, nega di offrire rifugio ai militanti responsabili di attacchi in Pakistan. La situazione al confine resta instabile e soggetta a nuovi episodi di violenza.