I Carabinieri di Udine hanno concluso un'importante operazione, portando all'arresto di cinque persone ritenute responsabili di una serie di furti aggravati. I colpi, messi a segno su auto e furgoni, si sono verificati in un'ampia area compresa tra la provincia di Udine e il litorale veneto. L’intervento, frutto di un'azione congiunta, ha visto la partecipazione delle Compagnie di Tolmezzo e di Cividale, insieme al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Provinciale. Un supporto fondamentale è stato fornito dal Nucleo Elicotteristi di Belluno, dai reparti cinofili della Guardia di Finanza di Trieste e dalla Polizia Locale di Udine.

Le misure cautelari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) di Udine, hanno disposto l'arresto in carcere per due degli indagati, l'obbligo di dimora per altri due e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il quinto. I cinque arrestati sono cittadini italiani di origine sinti, e sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di ben quattordici furti. Questi episodi criminali sono stati compiuti in diverse aree e contesti, tra cui parcheggi, centri commerciali, ristoranti, parchi e aree di sosta, estendendosi dalla provincia di Udine fino alle località di Bibione e Caorle, in provincia di Venezia.

Modalità operative e il furto al mezzo dei Vigili del Fuoco

Le indagini, condotte attraverso metodi investigativi tradizionali e un'accurata analisi degli elementi raccolti sulle scene dei reati, hanno permesso di ricostruire con precisione il modus operandi della banda.

Gli indagati agivano con una tecnica consolidata: infrangevano i lunotti dei veicoli per sottrarre beni incustoditi lasciati negli abitacoli. Questa metodologia permetteva loro di agire rapidamente e con discrezione, colpendo veicoli in sosta in luoghi pubblici e privati.

Tra i furti ricostruiti dagli investigatori, spicca per gravità e contesto quello avvenuto l’11 marzo. In quell'occasione, il bersaglio fu un mezzo in servizio dei Vigili del Fuoco, parcheggiato in piazza 1° Maggio a Udine. Il danno subito fu particolarmente consistente: furono sottratti materiali e attrezzature per un valore complessivo di 30 mila euro. Fortunatamente, grazie all'efficacia delle attività investigative, il materiale rubato è stato successivamente recuperato e restituito.

L'ampio raggio d'azione e il coordinamento delle forze

L'operazione ha evidenziato l'ampio raggio d'azione del gruppo criminale, che ha colpito in diverse località del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto. Le aree interessate dai furti includono, oltre alla provincia di Udine, anche le rinomate località turistiche di Bibione e Caorle, nella provincia di Venezia, dimostrando una capacità di spostamento e organizzazione significativa.

Il successo dell'operazione è stato garantito da una stretta attività di coordinamento tra i vari reparti delle forze dell'ordine coinvolte. La sinergia tra i Carabinieri, il Nucleo Elicotteristi, la Guardia di Finanza e la Polizia Locale ha permesso di raccogliere prove decisive e di identificare i presunti autori dei furti.

Il provvedimento cautelare, emesso dal Gip di Udine, rappresenta il culmine di un'indagine meticolosa, volta a contrastare la criminalità predatoria e a garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai loro beni.