Il 19 luglio 2026, in occasione del venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, il corteo "Nessun rimorso" ha compiuto un'azione simbolica presso la sede di Casapound in via Montevideo. Gli attivisti hanno posizionato un lungo cartone sulla saracinesca dell'edificio, recante la scritta: "Dobbiamo rispondere solo a loro ora e sempre resistenza". A rafforzare il messaggio, è stata apposta una bandiera partigiana, simbolo della Resistenza italiana.

Questa azione simbolica di "muratura" della sede si è svolta senza scontri o incidenti immediati. Dopo averla compiuta, i manifestanti si sono ricongiunti al resto del corteo, ricordando i fatti del G8 del 2001, proseguendo la sfilata.

Il Contesto delle Manifestazioni a Genova

Il luglio 2026 ha visto Genova teatro di diverse manifestazioni, tra cui iniziative legate alla sicurezza urbana e alla memoria del G8. Un esempio è la "camminata sulla sicurezza urbana" a Genova Sestri Ponente, organizzata da "Genova Insicura" e "Unione dei Comitati di Quartiere Genovesi". L'iniziativa ha radunato circa cinquecento persone e ha ricevuto ampio sostegno dal centrodestra politico.

Alla manifestazione sulla "città insicura" hanno partecipato numerosi esponenti, tra cui il deputato Matteo Rosso (Fratelli d’Italia), il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, la vicepresidente regionale Simona Ferro, e gli ex assessori Sergio Gambino e Francesco Maresca, oltre all'ex delegato alla sicurezza Stefano Garassino.

I partecipanti hanno sfilato lungo via Sestri, esponendo cartelli e fiaccole, con la conclusione in piazza dei Micone.

Tensioni e Aggressioni ai Giornalisti

Contemporaneamente, in piazza Baracca, l'Anpi di Genova e altre associazioni cittadine avevano allestito un presidio, con circa un centinaio di persone, in risposta al corteo per la sicurezza. L'avvicinamento dei due gruppi ha generato momenti di tensione, con urla e insulti reciproci. Nonostante il corteo principale abbia poi deviato, la situazione è rimasta molto tesa.

Durante questi eventi, si sono registrati episodi di aggressione nei confronti di giornalisti e fotografi. Il cellulare del giornalista di Repubblica Massimiliano Salvo è stato strappato di mano e gettato a terra, e successivamente restituito.

Anche i fotografi Fabio Bussalino (Repubblica) e Davide Pambianchi (Secolo XIX) sono stati strattonati e spintonati. Questi atti hanno suscitato immediate condanne.

Reazioni Istituzionali e Solidarietà

L'Associazione Ligure dei Giornalisti, l'Ordine e il Gruppo Cronisti hanno espresso solidarietà ai colleghi aggrediti, chiedendo l'identificazione dei responsabili. La sindaca Silvia Salis ha condannato l'accaduto, sottolineando il valore della libertà di stampa e auspicando una condanna unanime. Il presidente della Regione Marco Bucci ha ribadito la necessità di condannare la violenza, esprimendo preoccupazione per la sicurezza.

Il presidente del Municipio Medio Ponente, Fabio Ceraudo, presente al presidio dell'Anpi, ha affermato: «Il presidio di Anpi ha pieno diritto a manifestare come tutti…».

Questi eventi hanno evidenziato una polarizzazione, manifestatasi anche attraverso simboli e canti: da una parte l'intonazione dell'Inno d'Italia e lo sventolio della bandiera tricolore, dall'altra la risposta con "Bella Ciao".

La presenza di simboli e messaggi riconducibili alla Resistenza, come la bandiera partigiana esposta durante il corteo per il G8, si inserisce in un clima di forte attenzione alla memoria storica e ai diritti civili nelle manifestazioni pubbliche che hanno animato Genova nel luglio 2026. Essi sottolineano l'importanza del dibattito pubblico e della tutela della libertà di espressione in un contesto di tensioni sociali e politiche.