La Polizia Penitenziaria ha effettuato un significativo sequestro nel carcere di Poggioreale a Napoli, rinvenendo undici cellulari – di cui otto smartphone e tre microtelefoni – e 200 grammi di hashish. L'operazione, resa nota dall'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp) il 23 luglio 2026, evidenzia la costante sfida alla sicurezza interna delle strutture detentive.

Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario regionale dell'Uspp, hanno elogiato la professionalità e dedizione degli agenti coinvolti. Tuttavia, hanno anche sottolineato che “solo questo non basta” per affrontare efficacemente la crescente pressione della criminalità organizzata sulle carceri.

Il sindacato insiste sulla necessità di dotare il personale di strumenti tecnologicamente innovativi e di implementare misure di prevenzione più robuste per contrastare l'introduzione di illeciti.

Carenza di personale e richieste sindacali

La situazione è aggravata da una carenza di personale critica nel carcere di Poggioreale, dove si registrano circa 200 unità in meno rispetto all'organico previsto. Nonostante le evidenti difficoltà operative e la penuria di risorse umane, l'Uspp ha ribadito l'elevata professionalità e il senso dello Stato degli agenti, che continuano a garantire il servizio con grande impegno. Il sindacato chiede un rafforzamento urgente della pianta organica per assicurare condizioni di lavoro adeguate e una maggiore sicurezza.

Sequestri record: un quadro preoccupante

L'episodio del 23 luglio si inserisce in un contesto di crescenti rinvenimenti illeciti. Già nel mese di giugno 2026, il carcere di Poggioreale era stato teatro di sequestri record. La Polizia Penitenziaria aveva intercettato ben 76 telefoni cellulari, tra microtelefoni e smartphone, e bloccato sei droni impiegati per introdurre materiale proibito. A questi si aggiungevano circa 2,5 chilogrammi di hashish.

Questi dati, secondo l'Uspp, confermano in modo inequivocabile l'intensificarsi dei tentativi di elusione dei controlli e la crescente sofisticazione dei metodi adottati dal crimine organizzato. Di fronte a tale scenario, il sindacato ribadisce con forza l'impellenza di fronteggiare la pressione criminale attraverso un significativo aumento del personale e un potenziamento delle dotazioni tecnologiche.

Solo così, si afferma, sarà possibile tutelare pienamente la sicurezza e la legalità all'interno delle strutture carcerarie, come quella di Poggioreale, dove la situazione è particolarmente critica a causa della cronica carenza di agenti.