Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato lo spegnimento di sei autovelox in Sardegna, a seguito dell’entrata in vigore della riforma autovelox. Voluta dal Ministro Matteo Salvini, la riforma introduce criteri univoci per l’omologazione e la gestione dei dispositivi. Attualmente, nell'isola, venticinque dei trentuno autovelox risultano omologati.
La decisione segue la pubblicazione del decreto ministeriale che disciplina caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità. Il Ministero ha dichiarato di aver posto fine, dopo 34 anni, al «caos delle multe da rilevamento automatico» grazie a criteri univoci.
Salvini ribadisce che la sicurezza stradale va garantita con misure chiare, ma il controllo non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini.
Nuove regole e impatto in Sardegna
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 luglio 2026, stabilisce regole uniformi a livello nazionale per l’omologazione e l’utilizzo degli autovelox. In Sardegna, ventiquattro dispositivi resteranno in funzione perché conformi ai nuovi requisiti; gli altri saranno dismessi. Venti sono operativi tra postazioni fisse e mobili in diverse località dell'isola, inclusi comuni della città metropolitana di Cagliari (Selargius, Elmas, Carbonia, Sestu, Quartu Sant’Elena, Sinnai, Capoterra, Monserrato, Decimo), del Sud Sardegna (Gonnosfanadiga, Carloforte, Iglesias), Sassari (con otto apparecchi), Olbia, Ittiri e Nuoro.
L'autovelox di Porto Torres è in regola ma fuori uso per taratura.
A livello nazionale, su oltre diecimila apparecchi, solo tremilacinquecento sono conformi agli standard. Per 850 dispositivi con approvazione tecnica pre-giugno 2017, il decreto prevede verifica documentale, test tecnici e tarature per l’omologazione. Per i dispositivi post-giugno 2017, l’omologazione è automatica.
Trasparenza, sicurezza e risvolti economici
La riforma mira a garantire la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti e la validità delle multe, spesso contestate per strumenti privi di omologazione. Assoutenti stima che il 71% degli autovelox in Italia risulti fuori norma. Il Codacons, pur apprezzando il decreto, ne sottolinea il forte ritardo.
Francesco Tanasi, segretario nazionale, evidenzia come le nuove disposizioni debbano superare le incertezze sulla regolarità delle sanzioni. È fondamentale che gli automobilisti abbiano la certezza che ogni multa sia accertata con dispositivi conformi, installati, verificati e tarati correttamente. La sicurezza stradale resta prioritaria e il controllo della velocità un mezzo importante per prevenire incidenti, ma gli autovelox devono essere impiegati con rigore, senza il sospetto di un uso per incrementare le entrate degli enti.
Sul fronte economico, nel 2025, le multe da autovelox sono diminuite dell’8,9% rispetto all’anno precedente, con incassi complessivi per i Comuni di 56,5 milioni di euro. A Cagliari, gli introiti sono cresciuti del 42%, indicando un maggiore ricorso al controllo elettronico nel capoluogo sardo.