Una giornata di forti disagi si prospetta per i viaggiatori aerei in Italia. Domenica 5 luglio è stato indetto uno sciopero nazionale del trasporto aereo che coinvolgerà diverse categorie di lavoratori, inclusi il personale di Easyjet, Enav e Assohandlers. Questa mobilitazione, della durata di ventiquattro ore, si inserisce in un contesto già teso per il settore: nei primi sette mesi del 2026, infatti, si sono già registrati quindici scioperi, con una media di oltre due interruzioni al mese, causando inevitabili disagi a milioni di passeggeri.

La protesta, che mira a ottenere migliori condizioni economiche e il riconoscimento di indennità per i lavoratori del comparto, interesserà il personale delle aziende aeroportuali, dell'handling e dell'indotto.

In particolare, anche i piloti e gli assistenti di volo di EasyJet aderiranno allo stop. Le conseguenze si faranno sentire in numerosi scali italiani, con Cub Trasporti che ha già segnalato la cancellazione di trentasei voli presso l'aeroporto di Malpensa e venti a Linate. Tuttavia, per mitigare l'impatto sui passeggeri, saranno rispettate le fasce di garanzia: dalle ore 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21, i voli dovranno essere comunque effettuati.

Diritti dei passeggeri durante lo sciopero aereo

È fondamentale che i viaggiatori siano consapevoli dei propri diritti, validi anche in caso di proteste sindacali. Il Regolamento CE 261/2004 stabilisce precise tutele per i passeggeri. Se un volo viene cancellato senza un preavviso di almeno quattordici giorni o subisce un ritardo prolungato, la compagnia aerea è obbligata a fornire assistenza.

Questa include pasti, bevande, sistemazione in albergo e trasferimenti tra l'aeroporto e l'hotel.

Qualora la compagnia aerea non garantisse tale assistenza e il passeggero dovesse sostenere autonomamente spese per pasti, bevande, taxi o alloggio, è previsto il rimborso delle spese. È cruciale, a tal fine, conservare tutte le ricevute che attestino tali esborsi, purché siano considerate ragionevoli e appropriate. Questi diritti, tutelati dalla normativa comunitaria, offrono una protezione significativa ai viaggiatori.

In caso di cancellazione del volo, la compagnia aerea deve offrire al passeggero una scelta tra diverse opzioni. La prima è il rimborso completo del biglietto e, se il volo faceva parte di una coincidenza, un volo di ritorno all'aeroporto di partenza nel più breve tempo possibile.

La seconda opzione è l'imbarco su un altro volo verso la destinazione finale non appena possibile. Infine, il passeggero può scegliere di essere imbarcato su un altro volo in una data successiva, a sua convenienza. Queste disposizioni assicurano che, nonostante gli inconvenienti, i passeggeri abbiano alternative concrete per gestire il proprio viaggio.

Il contesto degli scioperi nel settore aereo italiano

Lo sciopero del 5 luglio non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di agitazioni sindacali che hanno caratterizzato il settore aereo italiano nel corso del 2026. Da gennaio a fine luglio, tra le proteste già effettuate e quelle programmate a livello nazionale e locale, si contano già quindici serrate. Questo elevato numero di interruzioni evidenzia una crescente tensione tra le rappresentanze sindacali e le aziende del comparto, con l'obiettivo primario di migliorare le condizioni lavorative ed economiche dei dipendenti. I disagi, sebbene mitigati dalle fasce di garanzia, continuano a rappresentare una sfida significativa per l'industria del trasporto aereo e per i milioni di passeggeri che ogni anno si affidano a questo servizio essenziale.