Serena Opipari, infermiera del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, è stata ricevuta in Municipio a Ravenna dal sindaco Alessandro Barattoni e dall’assessora alle Politiche per la Salute Roberta Mazzoni. L'incontro ha celebrato il suo gesto eroico: Opipari, mentre era fuori servizio, ha salvato la vita a un bambino di quattro anni sulla spiaggia libera di Porto Corsini, lo scorso giugno.

L’episodio si è verificato durante una giornata di relax. Le grida d'allarme provenienti dalla battigia hanno richiamato l'attenzione dell'infermiera. Un uomo stava portando a riva un bambino di quattro anni, che si presentava incosciente, in arresto cardiaco e senza respiro.

Senza esitazione, Opipari è intervenuta, praticando un massaggio cardiaco per circa cinque minuti. Questo intervento tempestivo ha permesso al piccolo di iniziare a vomitare acqua e, fortunatamente, a riprendere a respirare. I bagnanti, che avevano assistito alla scena con il fiato sospeso, hanno tributato un lungo applauso all'infermiera per il suo coraggio e la sua prontezza. Successivamente, il bambino è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove è stato ricoverato in terapia intensiva e, ad oggi, risulta fuori pericolo di vita.

Il plauso delle istituzioni a Ravenna

Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, e l’assessora Roberta Mazzoni hanno espresso profonda gratitudine a Serena Opipari per il suo gesto eroico.

Hanno sottolineato come il suo «intervento tempestivo abbia permesso di salvare la vita di un bambino colto da arresto cardiaco mentre si trovava in acqua». La loro dichiarazione congiunta ha evidenziato che «la sua rapidità di intervento e la sua preparazione hanno impedito che questo episodio si trasformasse in tragedia».

Barattoni e Mazzoni hanno inoltre rimarcato che, sebbene «l’attenzione all’altro sia implicita in chi svolge professioni sanitarie», gesti come quello di Opipari, «operati in un contesto completamente diverso rispetto a quello lavorativo, non vanno mai dati per scontati». Hanno concluso affermando che tali azioni «meritano l'attenzione e il plauso dell'intera comunità che qui, oggi, rappresentiamo, per il coraggio e la tempestività dell'intervento».

Il contesto del salvataggio e le cure successive

Le testimonianze raccolte sul posto hanno rivelato che il bambino non si trovava con i genitori al momento dell'incidente, ma era in compagnia di conoscenti. I presenti sulla spiaggia libera lo avevano cercato per alcuni minuti prima di individuarlo in mare e riportarlo a riva. L’intervento provvidenziale di Serena Opipari, che vanta anni di esperienza nel reparto di terapia intensiva del Sant’Orsola, è stato assolutamente determinante per la sopravvivenza del piccolo. Dopo il successo del primo soccorso, l’arrivo tempestivo dell’ambulanza e dei sanitari ha garantito il rapido trasporto in ospedale per le cure necessarie.

Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, dove l'infermiera Opipari presta servizio, è riconosciuto come uno dei principali ospedali dell'Emilia-Romagna.

La struttura dispone di un reparto di terapia intensiva pediatrica altamente specializzato nella gestione di emergenze gravi, fattore cruciale per il recupero del bambino. Grazie alle cure ricevute, il piccolo paziente risulta ora completamente fuori pericolo di vita.