La Liguria si distingue come l'unica regione del Nord-Ovest a registrare un preoccupante aumento degli infortuni mortali sul lavoro nel primo semestre del 2026. I dati, forniti dalla Cgil, delineano un quadro allarmante: tra gennaio e giugno, le denunce di infortunio sul lavoro nella regione hanno sfiorato le diecimila unità, attestandosi a 9.598. Questo rappresenta una crescita del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche le malattie professionali mostrano un incremento significativo, con 1.414 denunce e un aumento del 21,1%.

Il bilancio dei decessi e le province più colpite

Nel solo mese di giugno si sono verificati sei decessi sul lavoro, portando il totale degli infortuni mortali a 19 nei primi sei mesi del 2026. Questo dato segna un incremento di sei vittime rispetto all'anno precedente, pari a un aumento del 46,2%. L'analisi territoriale evidenzia tre incidenti mortali nella provincia della Spezia, due nella Città Metropolitana di Genova e uno a Savona. Tutte le vittime erano di nazionalità italiana e operavano nel settore dell'industria e dei servizi; in quattro casi, gli infortuni sono stati classificati come in itinere, ovvero avvenuti durante il tragitto casa-lavoro.

Il confronto dei dati e l'appello della Cgil

Le denunce complessive di infortunio sul lavoro in Liguria hanno registrato un aumento del 4,11%, raggiungendo le 9.598 unità. Questo incremento regionale si confronta con una crescita più sostenuta nel Nord-Ovest (+6,39%) e a livello nazionale (+5,46%). Per quanto riguarda le malattie professionali, la Liguria registra un aumento del 21,1%, un valore superiore sia alla media del Nord-Ovest (+16,1%) sia a quella nazionale (+16,7%), evidenziando una specificità regionale in questo ambito.

Di fronte a questa preoccupante situazione, il segretario generale della Cgil Liguria, Maurizio Calà, ha lanciato un accorato appello. "Le imprese e le istituzioni hanno il dovere di fermare questa strage sul lavoro.

Non è accettabile che il valore della vita sia scavalcato da logiche di mercato che vedono la sicurezza solo come un costo", ha dichiarato Calà. Ha inoltre sottolineato l'urgenza di implementare interventi efficaci di prevenzione e repressione, suggerendo al Governo di considerare l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro nei futuri decreti legislativi in materia.