Il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, ha espresso una ferma critica nei confronti della giunta regionale dell'Umbria, accusandola di non aver prodotto alcun atto amministrativo significativo negli ultimi due anni in merito al nuovo ospedale di Terni. Secondo Ferranti, il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (Docfap) ha individuato il sito di Sabbione per la realizzazione della struttura, stimando un tempo di completamento di ben otto anni.
Ferranti ha evidenziato come questo scenario prefiguri la conclusione della legislatura della presidente Stefania Proietti con un nulla di fatto sia per l'ospedale di Terni sia per quello di supporto di Narni-Amelia, quest'ultimo gravato da numerose criticità geologiche, altimetriche e di costi.
Il vicepresidente ha inoltre lamentato l'irresponsabile scarto del sito di Colle Obito, che la direzione welfare della Regione aveva precedentemente dichiarato tecnicamente adeguato. Tale scelta, a suo dire, avrebbe garantito un percorso più celere e avrebbe permesso di non disperdere le risorse pubbliche già investite nel recupero di nuovi reparti.
Sito di Sabbione: criticità e oneri finanziari
La scelta di collocare il nuovo ospedale a Sabbione, secondo Ferranti, comporta una simbiotica relazione a filiera corta con infrastrutture quali l'inceneritore, il centro finitura Asm, la casa circondariale e una fabbrica di mangimi, con il rischio di "puzzo in omaggio al malato" e la vicinanza alla "monnezza dell’Asm".
Il vicepresidente ha stimato un costo reale per la nuova struttura di circa 800 milioni di euro. Ha poi calcolato che, anche ipotizzando un mutuo ventennale concesso da Cassa Depositi e Prestiti al 3% fisso per l'intero importo – scenario da lui definito "del tutto improbabile" e "impossibile" – l'Azienda ospedaliera di Terni si troverebbe a sostenere una rata annua di 56 milioni su un fatturato di 110 milioni, rendendo la situazione finanziariamente insostenibile.
Ferranti ha concluso affermando che il Docfap regionale "solo chi è in totale confusione poteva partorire" e che, in sostanza, "corrisponde all’aver detto che non si realizzerà nulla". Ha ribadito il dovere delle istituzioni locali di intraprendere tutte le azioni amministrative e politiche necessarie per garantire il rispetto dell'Umbria del sud e del capoluogo Terni da parte di una giunta regionale che, in due anni, avrebbe centrato un solo obiettivo: aumentare le tasse a tutti gli umbri senza uno scopo chiaro.
La posizione della Regione e le alternative progettuali
In contrasto con le critiche di Ferranti, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, aveva precedentemente annunciato nel maggio 2026 che la Regione intendeva mantenere tre alternative progettuali per il nuovo ospedale di Terni. Tra queste, la sede attuale di Colle Obito era considerata per il primo step operativo. Proietti aveva assicurato che la progettazione era in corso, che i tempi erano "assolutamente rispettati" e che l'obiettivo era realizzare un ospedale pubblico.
Durante un incontro a palazzo Donini con il sindaco di Terni, Proietti aveva illustrato il percorso che avrebbe condotto al Docfap, prevedendo un obbligatorio confronto tra le diverse alternative progettuali e la definizione del sistema finanziario pubblico necessario per il progetto.
La presidente aveva inoltre espresso la disponibilità della Regione a firmare un accordo di programma con il Comune di Terni, purché fossero stati chiariti tutti gli aspetti progettuali e finanziari, ribadendo con forza la competenza regionale in materia di edilizia e programmazione sanitaria. Aveva infine auspicato la collaborazione del Comune di Terni, affermando: "Noi stiamo facendo il nostro e se il Comune di Terni sarà al nostro fianco saremo più che contenti".