La CISL Scuola Sardegna ha denunciato una grave carenza di personale Ata per l'anno scolastico 2026/2027. A fronte di 1.178 posti disponibili nell'isola, sono state autorizzate solo 419 assunzioni a tempo indeterminato, lasciando scoperte ben 759 posizioni. Questo dato, emerso dall'informativa ministeriale, evidenzia una copertura di poco più di un terzo delle necessità. Giovanna Fadda, segretaria generale della CISL Scuola Sardegna, ha rimarcato come «ogni immissione in ruolo rappresenti una conquista importante per una lavoratrice o un lavoratore e un investimento sulla qualità della scuola», sottolineando l'insufficienza delle assunzioni a garantire la stabilità necessaria.
Per la CISL, la problematica va oltre i numeri, toccando la capacità delle istituzioni scolastiche di assicurare servizi efficienti e continuità organizzativa. Fadda ha ricordato il ruolo cruciale del personale Ata – collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici – come garante di sicurezza, vigilanza, accoglienza e funzionamento di segreterie e laboratori. L'investimento in questo personale, inclusi i DSGA, è diretto alla qualità del servizio scolastico. La Sardegna, con le sue caratteristiche uniche, necessita di politiche nazionali sugli organici che riconoscano tali specificità, tutelando il diritto allo studio, i servizi alle famiglie e contrastando lo spopolamento delle aree interne.
Criticità negli organici e richiesta di revisione dei criteri
Le criticità si aggravano con la prevista riduzione di 133 posti di collaboratore scolastico per l’anno scolastico 2026/2027. La CISL Scuola Sardegna ha espresso forte preoccupazione per i criteri ministeriali di definizione degli organici Ata, ritenuti inadeguati a riflettere la realtà della scuola sarda. Tali parametri si basano prevalentemente sul numero degli studenti, ignorando la peculiare conformazione della rete scolastica isolana, caratterizzata da numerosi plessi e istituti distribuiti su territori molto estesi. Per affrontare queste problematiche, il sindacato ha sollecitato l’apertura immediata di un tavolo tecnico con il Ministero, al fine di rivedere i criteri e introdurre parametri che tengano conto delle specificità territoriali dell’isola. Il sindacato ribadisce l'urgenza di investimenti, stabilità e personale adeguato per assicurare servizi fondamentali a studenti, famiglie e comunità locali.