Finalmente in libreria “L’abbazia dei cento inganni” di Marcello Simoni (Newton Compton Editori, 2016), che chiude la trilogia della Codice Millenarius Saga, uscito il 23 giugno. Un thriller ricco di continue piccole rivelazioni che trasportano il lettore in un Medioevo reso attuale con maestria.

La trama: Ferrara, 1349. Una processione di gente incappucciata con un animale spaventoso in testa si sposta per le selve vicino alla città. Si comincia a vociferare di riti satanici e di un complotto ai danni della famiglia d’Este. Il cavaliere Maynard de Rocheblanche indaga per scoprire la verità insieme alla Santa Inquisizione.

Ma i segreti sono più di quelli che sembrano e alcuni prelati sembrano interessati a svelare quelli di Maynard. Il cavaliere, infatti, custodisce il Lapis Exilii, reliquia leggendaria attribuita a Gesù. Ma non è l’unico a sapere dell’esistenza di questa sacra reliquia. Ad aiutare Maynard nella sua impresa c’è la sorella, la monaca Eudeline, e con lei la giovane Isabeau e il suo innamorato, il pittore Gualtiero. A loro si alternano nella storia il cardinale Bertrand du Pouget e l’inquisitore Lamberto da Cingoli, padre Andrea e il vescovo Guido di Baisio.

Il ritmo di questo thriller è incalzante e i personaggi si muovono in un Medioevo che nelle parole di Simoni non sembra poi così lontano. La storia ha un sapore attuale, anche se spesso vengono utilizzati termini arcaici. I personaggi, ben delineati, sono costretti a districarsi continuamente tra le maglie degli intrighi che li circondano, come una tela di ragno.

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I volumi precedenti della Codice Millenarius Saga sono: “L’abbazia dei cento peccati” (Newton Compton Editori, 2014) e “L’abbazia dei cento delitti” (Newton Compton Editori, 2015).

L’autore. Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Laureato in Lettere, è un ex archeologo e bibliotecario. Autore di saggi storici, racconti e romanzi, nel 2012 ha vinto il premio Bancarella con il romanzo d’esordio “Il mercante di libri maledetti” (Newton Compton 2011). Nel 2013 ha vinto il Premio Lizza d’Oro con “L’isola dei monaci senza nome” (Newton Compton 2013).