Ha soltanto 28 anni ma grazie alla sua esperienza negli States ha potenziato le sue capacità professionali ed è già pronto ad essere un regista a tutti gli effetti. Nel suo curriculum può vantare prestigiose apparizioni in alcuni dei più importanti festival internazionali (festival di Toronto ndr). A dicembre nelle sale cinematografiche uscirà il suo nuovo thriller "Enigma Finale". Abbiamo intervistato il regista Alfonso Perugini.

Cosa può raccontarci del suo nuovo film “Enigma Finale”?

È un film nato e scritto quattro mesi fa.

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Si tratta di un thriller che ha moltissimi spunti di commedia nera. Racconta del nostro territorio e dei suoi tesori attraverso i giovani.

Che aspettative nutre verso il film?

La prima cosa che mi aspetto è che il lungometraggio piaccia; credo che si tratti di un buon prodotto in quanto sul set si respirava un’aria serena che ha permesso all’intero cast di svolgere un egregio lavoro.

Sono davvero soddisfatto dell’alchimia avvenuta tra attori e produzione in queste settimane.

Le doti principali che ricerca in un attore quali sono?

Durante i casting dopo aver già creato i vari soggetti che daranno vita al film, cerco di trovare similitudini fisiche e comportamentali tra i provinanti ed i personaggi stessi. Ciò nonostante sono aperto alle improvvisazioni e mi piace dare una sorta di libertà agli attori durante le riprese.

In gioventù ha vissuto negli U.S.A. Quella esperienza l’ha fatta crescere?

È una esperienza da cui sono uscito letteralmente sfracellato. Ho vissuto per 3 anni e mezzo nella città di New York e nonostante la complessità della società newyorkese sono riuscito a perfezionare la mia professione, specialmente nel campo del Cinema indipendente, girando in poco tempo 17 cortometraggi ed un importante lungometraggio (New York, ndr).

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Gli U.S.A. sono la meta finale per ogni professionista. Lei perché ha deciso di ritornare in Italia?

Sono un tipo che nella vita è sempre andato in controtendenza. Ho dovuto lasciare la mia nazione nel 2012 poiché dopo essermi laureato non ho trovato progetti interessanti in ambito cinematografico; devo ringraziare la casa di produzione Conform di Avellino che ha creduto in me e nelle mie capacità. Si può fare cinema anche nelle piccole realtà meridionali!