Biglietti esauriti per il concerto dei coldplay. Questa la comunicazione che nel giro di pochi minuti ha mandato in tilt tanti fan della band inglese. In molti si erano collegati con ampio anticipo con il sito della ticketone per prenotare i posti per assistere ai concerti del 3 e 4 luglio a Milano. Nonostante ciò in tanti, dopo aver inserito i dati richiesti, sono rimasti delusi. Le modalità con cui si è arrivati alla chiusura della prevendita dei biglietti sul circuito ufficiale ha sollevato gli interrogativi dei fan dei Coldplay. In tanti hanno manifestato sui social le loro perplessità sulla prevendita lampo. La blogger Selvaggia Lucarelli ha chiesto lumi alla TicketOne attraverso un post pubblicato sul suo profilo ufficiale. 

Circuito TicketOne in tilt

In particolare, la quarantaduenne ha riportato le segnalazioni di alcuni utenti tramite due messaggi nei quali si riferiva ad alcune anomalie.

In particolare, un utente avrebbe evidenziato che i biglietti che aveva tentato invano di bloccare nei tempi previsti erano disponibili dopo poco tempo su altri siti a prezzi raddoppiati. Alcuni altri fan hanno specificato invece che, dopo aver inserito i dati dell'American Express, non sono riusciti a completare l'operazione dopo la segnalazione comparsa "dell'error internal service". Il successo è andato a vuoto perché i posti richiesti risultavano non disponibili. Nonostante ciò, i fan dei Coldplay non si sono arresi.

Chiesto l'intervento dell'Antitrust

Nel post pubblicato dalla Lucarelli viene evidenziato come diversi utenti abbiano trovato la disponibilità dei biglietti su un altro sito internet a prezzi raddoppiati. A far infuriare i seguaci della band inglese, il fatto che sul circuito della TicketOne non si potevano acquistare più di quattro tagliandi a persona, nonostante il sito in questione presentasse una considerevole disponibilità di tagliandi. In tanti hanno scritto alla TicketOne per avere lumi su quanto accaduto.

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In considerazione delle numerose segnalazioni sono intervenuti sulla questione anche alcune associazioni, tra cui Altroconsumo e Codacons, che hanno chiesto l'immediato intervento dell'Antitrust.