Il MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna, centro polifunzionale ed espositivo realizzato dall'omonima fondazione MAST dell'imprenditrice e filantropa Isabella Seragnoli, prosegue l'indagine e la riflessione sui processi industriali e sui metodi lavorativi con una nuova esposizione collettiva che raccoglie i lavori di 14 artisti rinomati a livello internazionale.

Il tema era già stato affrontato dalla mostra "Museum of Machines" della celebre fotografa indiana Dayanita Singh.

Il titolo della mostra, visitabile fino al 17 aprile, è "Lavoro in movimento" e cerca di raccontare, grazie ad una serie di video e fotografie, le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e della produzione attraverso il punto di vista di autori contemporanei diversi per pensiero, luogo e data anagrafica (per citare due nomi, il regista ceco Harun Farocki, che oggi avrebbe 73 anni, e l'olandese Thomas Vroege, direttore della fotografia, di ventinove anni).

Si fa affidamento su linguaggi visivi differenti per rappresentare la complessità della nostra società odierna.

Gli artisti, come detto in precedenza, sono 14, ovvero: Yuri Ancarani, Gaëlle Boucand, Chen Chieh-jen, Willie Doherty, Harun Farocki e Antje Ehmann, Pieter Hugo, Ali Kazma, Eva Leitolf, Armin Linke, Gabriela Löffel, Ad Nuis, Julika Rudelius e Thomas Vroege.

Tra le opere in esposizione citiamo la "Trilogia del lavoro" di Yuri Ancarani, composta da tre cortometraggi: Il Capo del 2010, Piattaforma luna del 2011 e Da Vinci del 2012; guardando queste opere lo spettatore si ritrova prima nelle cave di marmo di Carrara, poi nella camera iperbarica dove vivono i sommozzatori che lavorano sulla Piattaforma Luna, e infine nella sala operatoria di un dipartimento di chirurgia robotica. Insomma, Ancarani permette allo spettatore di indagare il rapporto tra uomo e macchina.

I migliori video del giorno

Per la prima volta al MAST di Bologna troviamo la convivenza di video e fotografia, anche se la seconda resta la privilegiata per il centro espositivo.

La mostra si trova in via Speranza numero 42 a Bologna e l'ingresso è gratuito.