Se il problema della scarsa lettura in Italia è legato alle condizioni socio-economiche del paese, urge chiedere rispetto a cosa. La risposta, va da sé, porta direttamente a reddito e scolarizzazione. Se per il fattore reddito ci dovrebbe essere una risposta programmatica da parte della politica, l’altro fattore è di pertinenza della scuola. Nell’attesa che i due organi citati trovino la soluzione giusta, per fortuna, c’è una certa editoria che opera e cerca di smuovere l’ambiente dei lettori.

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E, soprattutto, c’è l’editoria milanese. Infatti, è in terra lombarda che si giocherà, fra qualche tempo, la capacità di attrarre nuovi appassionati della lettura.

Appuntamenti per leggere

Dal 18 al 22 maggio 2017, il “Salone storico” di Torino celebrerà l’edizione del proprio trentennale. Prima di questo importante appuntamento, a Milano, si terrà la vetrina di primavera che si chiamerà “Tempo di Libri”, dal 19 al 23 aprile.

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È la prima manifestazione sui libri e per i libri nella capitale della lettura. Quindi, oltre al Mobile, al design e alla moda, Milano è anche terra di libri. “Tempo di libri” è un appuntamento organizzato dall’Associazione italiana editori. Quest’ultima ha costituito apposta una società con FieraMilano, dopo esserci staccata, nella scorsa primavera, dalla Fondazione torinese per il Salone del Libro.

Da qui, la strada dell’indipendenza organizzativa. Al momento del distacco, lo scorso anno, ci furono polemiche. Polemiche che avevano come tema quello greve dell’interesse di mercato.

Cultura e impresa economica

Tuttavia, vale la pena riflettere sul fatto che, sicuramente, i libri sono cultura. Ma sono anche impresa economica. Quanti libri si riescono a fare arrivare ai lettori, la capacità di tener dietro a fenomeni culturali, seguire il destino dell’e-book, avvicinare alla lettura del romanzo di diversa tipologia, al giornale e tante altre situazioni, portano a un processo preciso.

Al mercato. Quindi e in quest’ottica, si è vincenti se il fattore cultura e quello economico trovano la giusta capacità per armonizzarsi. Anche a questo servono appuntamenti internazionali come “Tempo di libri”.

Pur filtrato da un atteggiamento realista e disincantato nei confronti di un futuro in cui gli italiani diventino lettori forti, gli editori ce la mettono tutta. Spiegano le loro strategie: “Fare libri sempre più belli e magari insistere sul romanzo ‘popolare’”, dicono.

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Bisogna essere ingegnosi per arrivare ai lettori. E c’è anche la querelle tra indipendenti e grandi catene.

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