Le notizie in fatto di concerti non sono affatto buone, dopo tutte le vicissitudini dovute al problema del secondary ticketing, che tra l'altro non è stato affatto risolto, ora si aggiunge il problema sicurezza.Dopo il tristemente famoso concerto di Ariana Grande che si è tenuto a Manchester, in cui un attentatore suicida si è fatto esplodere uccidendo 22 persone, una circolare ha fatto alzare il livello di guardia anche qui in Italia, e in effetti un emendamento, il 22.116, che fa parte della "Manovrina" in discussione in questi giorni, mette in difficoltà gli organizzatori di Eventi, questo il testo:

nuova formulazione del 24/05/17

Dopo il comma 3 inserire il seguente:  

3-bis. A decorrere dal 2017, le spese del personale di polizia locale, relative a prestazioni pagate da terzi per l'espletamento di servizi di cui all'articolo 168 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di sicurezza e di polizia stradale necessari allo svolgimento di attività e iniziative di carattere privato che incidono sulla sicurezza e la fluidità della circolazione nel territorio dell'ente, sono poste interamente a carico del soggetto privato organizzatore o promotore dell'evento e le ore di servizio aggiuntivo effettuate dal personale di polizia locale in occasione dei medesimi eventi non sono considerate ai fini del calcolo degli straordinari del personale stesso. In sede di contrattazione integrativa sono disciplinate le modalità di utilizzo di tali risorse al fine di remunerare i relativi servizi in coerenza con le disposizioni normative e contrattuali vigenti.

Sostanzialmente questo emendamento prevede che le spese per la sicurezza siano interamente a carico dei promotori e degli organizzatori di eventi.

Una domanda sorge spontanea: dov'è il confine che differenzia un evento privato da uno pubblico? I concerti in quale categoria rientrano? E le partite di calcio? E' tutto molto fumoso. Di sicuro c'è da dire che i costi aggiuntivi per la sicurezza saranno, appunto, tutti da imputare a organizzatori e promotori e questi ultimi, per forza di cose, si vedranno sicuramente costretti a far ricadere queste spese aggiuntive agli utenti finali, cioè gli spettatori. Dato che il testo è molto generico, non si può prevedere di quanto aumenterà il costo dei biglietti. Nei giorni scorsi ci sono già state molte polemiche riguardanti il prezzo dei biglietti per il concerto dei Rolling Stones che si terrà a Lucca; prezzi per alcuni insostenibili. Insomma, sembra che l'estate bollente dei concerti 2017 voglia ulteriormente scaldare i toni delle polemiche.

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Vincenzo Spera, al terzo mandato come presidente di Assomusica, ha dichiarato che i provvedimenti che probabilmente verranno presi sono abbastanza lesivi per l’operato degli addetti ai lavori del settore. Nella circolare diffusa dal Ministero degli Interni dopo l’attentato avvenuto a Manchester si richiede agli organizzatori di eventi un maggiore supporto in termini di sicurezza, che si traduce in un potenziamento del personale di sicurezza presente sul luogo del concerto, che abbia ricevuto una specifica formazione. Hanno provato a fare una stima, e questa richiesta da parte del Ministero si tradurrebbe in un aumento del 30% delle spese in carico agli organizzatori e di conseguenza a un aumento del costo dei biglietti. Ovviamente nessuno vuole arrivare a questo, dato che i biglietti, soprattutto per determinati eventi, sono già abbastanza costosi; ma di sicuro gli organizzatori non si tireranno indietro rispetto a questa richiesta avanzata dal Ministero e perciò hanno chiesto di aprire un tavolo di confronto.

Riguardo all’emendamento 22.116, Spera ha dichiarato che è il testo è assai vago. Teoricamente l’emendamento dovrebbe trovare applicazione agli eventi privati, ma data l’imprecisione del testo, di sicuro c’è da aspettarsi che verrà applicato incoerentemente a qualsiasi cosa. Inoltre ha dichiarato che l’emendamento in questione è una misura speculativa alla quale Assomusica e tutti gli addetti ai lavori si oppongono e si opporranno fermamente. E’ un provvedimento che sembra ignorare totalmente il fatto che gli organizzatori di eventi ricoprono un ruolo fondamentale, quello di apportare del beneficio sociale e culturale ai cittadini, che non è assolutamente da mettere in disparte. I benefici non sono solo quelli esperenziali che ne traggono gli utenti finali, ma sono anche di carattere economico; basti pensare al beneficio che ne traggono le città da eventi che, per fare un esempio, riguardano artisti famosi e/o internazionali che richiamano migliaia di persone anche da molto lontano. Da una ricerca dell'agenzia Cerved si deduce chiaramente quanto i concerti siano uno stimolo all’economia del territorio, perché i dati dimostrano che l’impatto medio sulle città è pari a 1,20€ aggiuntivi per ogni euro speso per acquistare il biglietto.Questo emendamento sembra ignorare tutto ciò e volerlo cancellare; è come se la politica volesse rifiutarsi, ancora una volta, di investire sulla cultura. Per concludere, attraverso le parole di Spera si fa dunque richiesta al Governo di escludere dalla norma gli eventi di musica dal vivo, che dovrebbero essere protetti e garantiti dalla costituzione, in quanto tutti ne riconoscono il valore, enorme bagaglio culturale non solo italiano, ma dell’Europa tutta.

Insomma, in Italia la cultura viene sempre e solo bistrattata, ma anche l'economia non gode del dovuto rispetto e sembra stranamente abbandonata in secondo piano. Il pericolo non è solo l'aumento del costo dei biglietti, ma anche quello di causare la morte delle società che organizzano eventi di questo tipo, soprattutto lontano dalle grandi città; e la conseguenza sarà che tutto il potere si sposterà nelle mani di pochi, grandi, nomi internazionali. Cosa che, tra l'altro, sta già prendendo piede. Il lavoro di chi organizza eventi musicali non è stabile, ma risente della stagionalità, dell'operosità degli artisti, e soprattutto risente della mancanza di spazi di proprietà; tutto ciò rende l'attività incerta. In una situazione come questa, l'aumento delle spese potrebbe avere risultati fatali.

La musica sta diventando sempre più un affare per pochi: pochi organizzatori estremamente potenti e, purtroppo, anche pochi spettatori.

L'impoverimento culturale è servito.