Per la prima volta a Roma, a Palazzo Barberini, saranno esposti i capolavori di Arcimboldo, provenienti da Monaco di Baviera, Vienna, Basilea, Houston, Denver, Stoccolma, Cremona, Genova, Firenze, Milano e Como. L'organizzazione è a cura delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e di Mondo mostre Skira e la cura è di Sylvia Ferino-Pagden, Direttore della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum di Vienna e tra le più esperte studiose dell'artista.

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Arcimboldo è noto soprattutto per le "facce composte", ovvero i ritratti che accostano elementi naturali (come frutti o animali) fino a creare un volto umano. Queste ideazioni lo collocano nel Manierismo, perché riprende nella forma l'accezione stilistica dei maestri rinascimentali, sperimentando però un nuovo linguaggio.

Le sei sezioni della mostra

La mostra percorre sei tematiche, aprendosi con l'Autoritratto e l'introduzione che lo stesso Arcimboldo fece di sé stesso, definendosi come scienziato, filosofo e inventore.

L'arte 'ridicola' di Arcimboldo in mostra a Roma - TgTourism - tgtourism.tv
L'arte 'ridicola' di Arcimboldo in mostra a Roma - TgTourism - tgtourism.tv

Il primo tema riguarda l'ambiente milanese e presenta opere religiose di alcuni suoi colleghi contemporanei e materiali (come cristalli e vetrate) che confermano quanto Milano fosse in quegli anni un grande riferimento per la creazione di oggetti di lusso. Il secondo tema riguarda i ritratti eseguiti dall'artista per la corte asburgica, infatti nel 1562 partì al servizio della corte di Vienna, sotto il futuro imperatore Massimiliano II, e realizzò per lui due cicli di opere, che sono considerati tra i suoi capolavori, ovvero Le stagioni e I quattro elementi.

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Una curiosità: l'elemento Terra mancava da vent'anni nelle mostre d'arte. Il terzo tema è riservato alle collezioni dei sovrani asburgici per arricchire le proprie Wunderkammern, ovvero le camere delle meraviglie, che erano luoghi di collezione di oggetti di straordinario interesse, come per esempio, coralli, zanne, o dipinti particolari, tra cui il Ritratto di Antonietta Gonzalez di Lavinia Fontana, che rappresenta il fascino per l'elemento selvaggio: nel quadro, infatti, si nota una ragazzina affetta da ipertricosi, cioè con una quantità elevata di peli sul viso.

Successivamente, si arriva alle celebri teste reversibili, che raffigurano nature morte che, viste prima dall'alto verso il basso e poi viceversa, rappresentano una formazione diversa. La penultima tematica mostra le composizioni in vari settori culturali, con busti creati da incastri di oggetti disparati. Alla fine della mostra troviamo pitture ironiche, caricature che seguivano la tradizione lombarda, come Il Bibliotecario, che raffigura un uomo realizzato dipingendo insieme molti libri.

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I bizzarri quadri dell'Arcimboldo sanno stupire i visitatori della mostra, soprattutto grazie alla sapiente logica dell'artista di riuscire a incastrare ogni oggetto al posto giusto. Tra le opere esposte anche le vetrate del Duomo di Milano e l'arazzo di Como.

Informazioni, costi e orari della mostra

La mostra si terrà fino all'11 febbraio 2018. Il costo del biglietto intero è di 15 euro, ridotto è di 13 euro. Gli orari sono i seguenti: lunedì chiuso, da martedì a domenica dalle 9,00 alle 19,00.

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L'ultimo ingresso è un'ora prima della chiusura.

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