Un'importante mostra dal titolo "I Papi di Napoleone", promossa da Roma Capitale e dall'Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata inaugurata a Roma, giovedì 22 marzo, presso il Museo Napoleonico, e rimarrà aperta fino al 6 maggio.

Le opere esposte

La mostra ospita importanti opere del maestro Giovanni Gasparro, artista pugliese affermato a livello internazionale, che hanno come protagonisti due pontefici vissuti durante l'età napoleonica: Pio VI Braschi e Pio VII Chiaramonti.

Un evento straordinario e per di più gratuito, che illustra in modo originale vari periodi di entrambi i pontificati, perseguitati sotto l'impero napoleonico, con i due papi condannati a lunghi periodi di esilio.

Accanto ai due dipinti del Maestro Gasparro, raffiguranti i pontefici, si possono ammirare anche alcuni "studi" dell'autore che mostrano il suo flusso creativo "in azione", come nel bozzetto che ritrae, in primo piano, il volto di Pio VII con un'espressione sofferente, e che nell'opera finale ritroviamo, invece, solamente accennata nello sguardo, mentre tende a prevalere l'atteggiamento deciso del Papa che regge, insieme al Crocifisso, la bolla di scomunica "Quum memoranda" (da cui il titolo del quadro) contro coloro che avevano perpetrato violenze nei confronti della Santa Sede, in seguito all'occupazione di Roma da parte delle truppe francesi.

Un atto importante che determinò, in parte, anche il destino del pontefice. Difatti dopo la scomunica, il Santo Padre venne arrestato e deportato da Savona a Fontainebleau, con un viaggio estenuante durante il quale il Papa rischiò anche di perdere la vita.

Una genesi singolare

Vale la pena ricordare, in questa sede, la singolare genesi dell'opera in questione: ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio Pio Alferano, ed era nata, in realtà, per partecipare alla mostra "Murat è vivo", da cui è scaturito il premio stesso.

L'intento esplicito dell'evento era quello di celebrare la figura di Gioacchino Murat, ma ciò che invece ha mosso l'artista, è stata un'intenzione di segno opposto (come ha dichiarato lui stesso in varie occasioni e su varie testate giornalistiche), ovvero di mettere in evidenza - attraverso la rappresentazione dei due Papi legati come due malfattori - la persecuzione anticristiana avvenuta sotto l'impero napoleonico.

Questa scelta ha comportato, per il pittore pugliese, il rischio di finire fuori tema e di rinunciare, di fatto, al premio. Per questo motivo, Gasparro è rimasto decisamente sorpreso e spiazzato quando ha appreso che gli sarebbe stato conferito l'importante riconoscimento.

Oltre ai due dipinti del maestro pugliese, presso il Museo Napoleonico di Roma è possibile ammirare anche una serie di disegni, incisioni, acquerelli di artisti vissuti nello stesso periodo storico dei due papi, che sembrano costituire un interessante richiamo tematico con le opere di Gasparro. Tra questi menzioniamo lo splendido disegno raffigurante lo stemma di papa Pio VI di Giuseppe Valadier, ed un'opera grafica di Jean–Baptiste Wicar, ossia un particolare disegno preparatorio per un maestoso dipinto che è possibile ammirare oggi in Castel Gandolfo.

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