Venerdì scorso Sto Magazine ha diffuso l'attesissima intervista concessa da Emis Killa ad Antonio Dikele Di Stefano. Ben 45 minuti di chiacchierata durante cui il rapper di Vimercate ha toccato svariati argomenti: dal nuovo album 'Supereroe' all'attuale situazione del Rap italiano, senza risparmiare qualche frecciatina alla nuova scena, definendone alcuni non meglio specificati membri – gli unici rapper della cosiddetta 'new school' ad essere nominati da Emis Killa sono stati Ghali, Sfera Ebbasta e Capo Plaza, artisti per i quali ha speso belle parole – come 'scarsi e inascoltabili', nonché incapaci di chiudere le rime e andare a tempo, in altre parole quello che dovrebbe essere l'abc del rap.

Proseguendo il discorso il cantante ha anche affermato a chiare lettere di considerarsi il miglior rapper italiano, l'unico capace di cimentarsi in maniera credibile in qualsiasi tipo di rap, da quello hardcore a quello pop melodico più adatto alle radio, passando per la trap, rappando su qualsiasi tipo di base, affrontando qualsiasi genere di argomento, confrontandosi con diverse fasce di pubblico, senza dimenticare di essere stato anche il campione italiano di freestyle. Insomma, Emis Killa si è sostanzialmente definito il migliore, perché, secondo lui, avrebbe dimostrato negli anni di essere più completo e più versatile rispetto a tutti i suoi colleghi italiani.

La reazione del pubblico e la contro-replica di Emis Killa

Le dichiarazioni dell'autore di 'Keta Music' hanno ovviamente suscitato qualche polemica tra il pubblico.

Il rapper, che con ogni probabilità aveva previsto una reazione di questo tipo, nella giornata di ieri ha diffuso un video in cui ha precisato il suo pensiero, senza fare la benché minima marcia indietro, queste le sue parole:

"Bella raga, ieri è uscita la mia intervista per Sto Magazine. Noto che ovviamente sta creando grande scalpore il fatto che io abbia ammesso di considerarmi per certi versi il miglior rapper in Italia.

Adesso vi spiego perché l'ho detto, il principio su cui mi sono basato per pronunciarmi è quello della versatilità, per chi non lo sapesse sta a significare essere trasversali, lo ho anche detto nell'intervista ma tanti di voi non sanno neppure cosa vuol dire.

Scendo ancora di un gradino e ve lo spiego. [...] Potete dire quello che volete, ma vi sfido a trovare un altro rapper italiano che, come il sottoscritto, abbia fatto tutto e lo abbia fatto bene.

Ho iniziato a fare questa roba quando tanti di voi ancora andavano con la mamma all'asilo nido. Nell'anno in cui ho voluto fare freestyle ho dimostrato di essere il migliore. Quando ho smesso di fare freestyle e ho iniziato a fare canzoni, sono stato il primo della mia generazione a collaborare con i big, il primo ad essere presente nei dischi di quelli che all'epoca erano i grandi. Poi dopo anni di gavetta sono uscito con un disco che si chiamava 'Erba Cattiva', se non ci fossi stato io con quel disco il rap italiano non si sarebbe mai aperto a questo mondo melodico.

Il motivo per cui esistono le melodie nel rap italiano è 'L'Erba cattiva' di Emis Killa. Chi c'era lo sa, chi non c'era è meglio che si sciacqui la bocca. Io ho fatto il freestyle, ho fatto i mixtape, ho fato le hit da radio, in tutte le sfumature, dal pezzo d'amore al pezzo stupido sui mondiali.

Non tirate fuori altri rapper, non esistono in Italia altri rapper che hanno fatto bene tutte queste cose le cose. Io le hit radiofoniche le ho fatte da solo, mica come gli altri rapper che ci mettono il cantante pop del momento. Il succo del discorso è la versatilità, so bene che non sono il migliore a fare tutto, ma sono il migliore perché so comunque fare tutto bene. Non sono il migliore a fare hardocore rap, non sono il migliore a fare la trap, ma so farla bene. Gli altri sono bravi a fare solo una cosa".

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