È stata inaugurata lo scorso 26 novembre all'interno del Salone della Musica di Villa Malfitano, in via Dante Alighieri, 167, a Palermo, la mostra di pittura intitolata "Nel segno della tradizione - Antonio Cutino e la Palermo del '900" che raccoglie le opere del Maestro Antonio Cutino nato in America nel 1905 da genitori siciliani. L'esposizione, è promossa dalla Fondazione "Terzo Pilastro" e organizzata dalla Fondazione "Cultura e Arte a Villa Malfitano".

Un viaggio nella tradizione

Attraversando il verde rigoglioso degli alberi, gli arbusti e la flora di Villa Malfitano, si percorre poi un corridoio, contrassegnato dai versi dei maggiori esponenti della letteratura italiani quali Quasimodo, Ungaretti e Montale per citarne alcuni, attraverso il quale si giunge all'ingresso della sala espositiva.

La luce soffusa, accompagna il visitatore verso il percorso artistico pittorico composto da ritratti, paesaggi e soggetti di natura morta dai toni delicati che accarezzano l'occhio e coccolano l'animo.

Infatti, l'interesse per la resa cromatica della luce in pittura, fu per Cutino una costante che caratterizzò la sua vasta produzione, dai paesaggi assolati ai tramonti, le luminose marine e la rappresentazione di vedute al chiaro di luna, fino alla nutrita ritrattistica con alcuni riferimenti stilistici al maestro Francesco Lojacono.

Ogni dettaglio è curato e spinto verso l'eccellenza ed ogni opera è arricchita da una cornice raffinata ed intarsiata che ne esalta ogni singola sfumatura senza mai rivelarsi eccessiva o pesante.

Una ricerca di stile e bellezza che, proprio come enuncia il titolo stesso della mostra, che mantiene uno stile squisitamente classico, ma che annovera tra le sue trame il gusto di una modernità mai ostentata né tantomeno pretesa.

Le pose, gli sguardi, gli ornamenti dei ritratti rimandano ad un passato che non vuole fossilizzarsi, ma che vuole tendere ad futuro più luminoso che, però, non intende spingersi "troppo oltre", ma mantenere radici e "tradizioni" profonde.

I contorni e i tratti, infatti, sono ben delineati e chiari rispetto a quelli evanescenti ed inafferrabili dei futuristi dai quali lo stesso autore prese le distanze seppur coevo con quel periodo.

Cutino, non fu insensibile alle sollecitazioni di rinnovamento che contraddistinsero l'ambiente artistico italiano novecentista, ma rimase lontano dalla tendenza di intendere la pittura quale manifestazione di un realismo sociale presente, ad esempio, nelle opere di Renato Guttuso.

La mostra, a 35 anni dalla scomparsa del Maestro, pone l'accento sull'ampia produzione pittorica con un'esemplificazione dei diversi generi che caratterizzarono la sua vasta collezione.

L'esposizione è fruibile e con ingresso gratuito fino al 19 gennaio 2020, dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 18, domenica e festivi dalle 10 alle 13. Apertura 8 dicembre 2019 e 6 gennaio 2020 dalle 10 alle 13. Chiusura 24, 25, 26 dicembre e 1 gennaio.

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